Scrisse l’Anonimo del monaco Bartolomeo, compagno di viaggio, quest’ultimo, e testimone dei prodigi di S. Nicola “il Pellegrino”, durante il comune itinerario dal mare di Lepanto alle acque cristalline di Otranto, che “Poi, un Angelo del Signore sostenne Nicola (in volo) e lo portò dalle parti della Longobardia in un luogo ubicato sul mare, che viene chiamato Trani, e gli disse: <<Grazie a Te, o Nicola, questo luogo sarà glorificato sino alla fine del mondo>>”(cfr. “De Vita S. Nicolai in Graecia. Ex relatu Bartholomaei, Sanctum comitati”, sec. XII, in “Acta Sanctorum Junii, die secunda, I, pp. 237-243, 1695).
Il testo latino, pur nel suo volgarizzamento medievale, è esplicito: “Angelus autem Domini sustulit eum; et in Longobardiae partibus, in locum justa mare situm, qui Tranum dicitur, transportavit, et dixit ei:<< iste locus per te usque in finem mundi glorificabitur, Nicolae>>” ( cfr. op. cit., cap. II, 11).
Nel vedere, durante il suo volo”angelico” dall’Ellade alla Puglia, lo splendido “borgo antico” tranese, meta ultima del suoviaggio terreno, Nicola comprese subito che il destino della bella Trani era collegato al suo successivo arrivo (che avvenne alcuni anni dopo) in questa Città, la quale, per volontà dell’Altissimo e secondo un misterioso “progetto divino”, aveva bisogno di essere affidata alla sua protezione patronale e taumaturgica.
Oggi, più che mai, San Nicola di Stiri guarda “desuper”, e con una certa preoccupazione, al nostro aggregato urbano dall’alto ed intercede ancora con il suo “Kyrie eleison” per la sua salvezza, affidandone continuamente le sorti alterne della storia alla Bontà ed alla Misericordia inesauribile dell’Onnipotente, mentre i delfini continuano a guizzare felici nelle acque placide del porto, ogni qual volta “avvertono”, come suoi amici di sempre, la preghiera del Fanciullo greco in favore dei fanciulli, dei derelitti, degli indigenti e dei puri di cuore, che sanno vedere lontano…
In questi giorni festivi, forse, Egli scruta pensieroso la “sua” Città, ma il suo cuore generoso si rallegra, e tanto, ogni qual volta intravede dall’eterea volta quel Presepe, sito in Piazza della Libertà, il quale, come gli altri, con il Bambinello appena nato, ed amorevolmente vegliato da Maria e Giuseppe, gli ricorda l’amorosa visione ch’Egli ebbe in sogno, giovanissimo, quando in un anfratto montano dell’Ellade l’Angelo gli mostrò una grotta “piena di luce”, nella quale ambedue venerarono le immagini di “nostro Signore Gesù Cristo… della gloriosa Vergine Maria sua madre… e… di S. Giovanni Battista” (ibidem, cap. II, 11).
Infatti, non a caso, in quei tempi lontani, ma vicini al nostro cuore, l’Angelo lo portò in volo sulla nostra Cittadina, “Perla di Puglia”, quasi a stabilire un saldo e perenne legame tra l’inclita fede dei Tranesi ed il Santo Avvento di N.S.G.Cristo. Non sono fantasie, ma testimonianze concrete di numerose fonti agiografiche!
Pertanto, memori di sì grande privilegio concesso dalla Divina Provvidenza al generoso cuore di Trani, quando visitiamo il Presepe, capanna silente e sacra del Dio vivente, cerchiamo di guardarlo con occhi “diversi” e non dimentichiamo che nelle superne e Sacre Sedi celesti, Nicola, “Christi atleta”, continua a proteggere Trani in un commovente afflato d’eterno Amore.
“Gaudeat igitur, et exultet Trane, que in fine saeculorum tot meruit videre miracula. Gaudeat; inquam semper,cui beatissima virgo Maria tantum concessit Patronum” (cfr. Adelferio, De Sancti adventu Tranum…”, cap. I, 12, sec. XI, in Acta Sanctorum Junii, die secunda,cap. I, pp.244-248).
Vicini al presepe, anche spiritualmente allorché le Festività saranno passate, non dimentichiamo che il Santo Patrono ci guarda e protegge dall’alto: un’occasione, questa, decisiva per mutare il nostro folle e sconsiderato “modus vivendi et agendi”…
“Intelligentibus pauca”!
Filippo Ungaro
In all.to: foto inedita del Presepe cittadino, visto dall’alto (ph.: f. u.)
