«Penso di avere il diritto di metabolizzare quello che è successo. Riavere quello zaino mi aiuterebbe a stare meglio, perché dentro ci sono i ricordi di una vita». Così Mariagrazia Urgo, moglie di Davide Santorsola, il pianista jazz di Trani prematuramente scomparso un mese fa, all'età di 53 anni, e del quale purtroppo, in questi giorni, più che parlare delle opere che ha lasciato a perenne memoria, nel mondo della musica e dell'arte più in generale, si è costretti a soffermarsi con riferimento ai due furti avvenuti nell'abitazione dell'artista a pochi giorni dal suo addio.
I ladri hanno messo a soqquadro la casa ben due volte, asportando oggetti preziosi ma anche, e soprattutto, quella borsa nera che era un po' la coperta di Linus di Davide. Griffata Piquadro, 30 centimetri per 50, conteneva una chiavetta con alcuni inediti che l'artista si apprestava a pubblicare, spartiti ed alcuni effetti personali. I supporti musicali ed i fogli pentagrammati sono coperti da diritto d'autore e, pertanto, nessuno potrà utilizzarli in alcun modo, ma quelli, e tutto il resto, per Mariagrazia hanno un valore affettivo inestimabile, la cui restituzione aiuterebbero sia lei, sia la famiglia, ad uscire al più presto dal dramma che continua a consumarsi dopo il dolore atroce della separazione. «Basterebbe anche una segnalazione anonima alle forze dell'ordine - fa sapere Maria Grazia - purché qualcuno si faccia vivo. Mi auguro che le stesse forze di polizia facciano il loro lavoro, perché anche un altro appartamento del nostro stabile è stato visitato dai ladri e Trani, oramai, è sotto assedio».
Purtroppo, non soltanto la borsa, ma anche il gesto inconsulto delle foto dell'artista strappate durante il furto: «Rimettendo la casa a posto - racconta Mariagrazia -, mi sono imbattuta in alcuni ritratti di Davide, inspiegabilmente strappati. Hanno messo mano nel suo armadio, non nel mio, e questo mi fa pensare che probabilmente i ladri lo conoscessero. Ma hanno agito in maniera veramente inquietante, perché hanno strappato le foto ma non hanno toccato il pianoforte, si sono portati via la borsa, ma hanno lasciato altri oggetti che avrebbero potuto, allo stesso modo, sottrarre: questo è vilipendio, oltraggio alla memoria di un aritsta che si è solo fatto volere bene da tutti. Davide – prosegue la moglie -, ne sono certa, non aveva nemici. Anzi, chiunque ne ha sempre parlato bene ed è stato indicato unanimemente come il miglior pianista jazz italiano, tanto da essere stato chiamato sia Roma, sia a Milano, ed avere sistematicamente rifiutato perché lui voleva continuare ad insegnare a Bari».
La storia di Davide Santorsola, pianista jazz sempre in tournée con i suoi concerti, è inversamente proporzionale al suo attaccamento alle radici, Trani compresa: «Credo che la città gli debba qualcosa – conclude Mariagrazia -, e voglio sperare che, col tempo, ricambi l'amore che Davide ha sempre portato nel cuore per la sua terra natale».


