Ancora nessuna destinazione per rilanciarlo, ma, almeno, il Comune di Trani vuole ripulire l'area dell'ex mercato ortofrutticolo, e non solo, dai rifiuti che sono stati abbandonati per un lungo periodo di tempo. La stima della bonifica dei siti, che sono stati già oggetto di sopralluogo, è di 78.000 euro, somma per giungere alla quale il Comune di Trani parteciperà ad un bando regionale che il Servizio ciclo rifiuti e bonifica, con determina dello scorso 30 gennaio, ha indetto per la realizzazione di «Interventi di rimozione e smaltimento di rifiuti illecitamente abbandonati su aree pubbliche».
Il bando prevede l'erogazione di un contributo massimo, per ciascun comune, di 50.000 euro, ma la condizione per ottenere questo finanziamento è che il Comune, a sua volta, si impegni a cofinanziare l'intervento in misura non inferiore al 30 per cento del contributo previsto dalla Regione.
Pertanto, il dirigente del Settore ambiente dell’Ufficio tecnico, Michele Stasi, ha impegnato la somma di 28.000 euro quale contributo del Comune al finanziamento regionale, in modo da raggiungere la somma di 78.000 euro.
Le aree individuate, come dicevamo, sono quella dell'ex mercato ortofrutticolo, nonché altre in cui sono stati riversati rifiuti da parte di ignoti. L’Ufficio tecnico sta provvedendo alla redazione di una relazione, da inviare alla Regione Puglia, nella quale saranno indicati tutti i siti comunali oggetto di abbandono illecito di rifiuti, la tipologia degli stessi, nonché la spesa necessaria per la relativa bonifica.
Tornando all’ex mercato ortofrutticolo, peraltro, va ricordato che, lo scorso mese di dicembre, il comitato di quartiere di via Andria aveva presentato un esposto denuncia alla Procura della Repubblica di Trani. «Da oltre trent’anni – vi si legge -, le varie amministrazioni che si sono succedute non hanno mai dato una destinazione d’uso con conseguente utilizzo del sito, tant’è che all’interno sono visibili i luoghi in cui si sarebbe dovuto svolgere il commercio con banchi e celle frigorifere pronti ad accogliere la merce in estremo degrado. Il luogo rappresenta un serio pericolo per la salute pubblica e l’incolumità dei cittadini non solo per la presenza dei rifiuti già citati, ma anche a causa del cancello d’accesso che risulta sempre aperto ed è in vicinanza di civili abitazioni e scuole pubbliche molto frequentate. Ed all’interno sono presenti due famiglie con relativi figli minori che, pare, siano titolari di due contratti di locazione».
In precedenza, peraltro, l'esecutivo aveva emanato un atto di indirizzo con il quale riattivare le procedure per restituire al sito la destinazione di partenza. Evidentemente, però, il dirigente preposto ancora non se n'è occupato.



