«I lavori del pronto soccorso termineranno presto e la struttura funzionerà a pieno regime, anche se dovesse chiamarsi “punto di primo intervento”. Sostanzialmente, non cambierà nulla». Così il direttore generale dell’Asl Bt, Ottavio Narracci a margine della recente presentazione dell'attività del Centro polifunzionale territoriale del San Nicola Pellegrino. Il manager ha anche avuto modo di soffermarsi sulla futura utilizzazione delle sale operatorie dello stesso plesso ospedaliero.
Cominciando dal pronto soccorso, «il completamento edilizio è previsto per settembre, ed entro ottobre il pronto soccorso sarà spostato nella nuova sede (che poi è quella storia riqualificata, ndr). L’importante è che si confonda il cambio di etichetta con la sostanza, perché non è una questione nominalistica. Peraltro – spiega ancora Narracci -, se poniamo il problema sul piano dei costi, questa struttura è un plesso ospedaliero che deve ospitare servizi di emergenza/urgenza da collocare nella maniera più dignitosa possibile. I soldi spesi vengono da programmazione ed investimenti del passato, quindi questo non vuole dire che, soltanto perché le scelte di programmazione cambiano l'etichetta alle strutture, ma non ne alterano il servizio, si debbano bloccare gli investimenti».
In altre parole Narracci non vuole sentire parlare di spreco di denaro pubblico: «Sono denari della collettività che dobbiamo portare al più presto possibile al loro destino – prosegue il dg -, vale a dire servendo una struttura pubblica nel migliore dei modi, anche perché la situazione attuale del pronto soccorso non è ottimale. Noi, invece, pensiamo che in questa struttura potrà esserci una
integrazione con la continuità assitenziale e quindi offrire alla popolazione una serie di servizi che tenga insieme la componente ospedaliera, quella territoriale del 118 e quella territoriale della continuità assistenziale e ciò mi sembra che dia solidità all’intera filiera dell'attività assistenziale».
Quanto a reparto di rianimazione e sale operatorie, il cui futuro da tempo è in bilico, Narracci puntualizza: «Da giugno riprende l'attività operatoria, perché a Bisceglie stiamo ristrutturando il blocco operatorio, che riaprirà entro la fine di maggio, e questo consentirà all'equipe chirurgica di ricostituirsi perché, sino ad ora, operano a regime di diaspora. Da giugno, quindi Bisceglie si organizzerà per un setting ventiquattro ore su ventiquattro, mentre a Trani avremo attività di day surgery e day service».


