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Trani 2015, il commissario modifica un Pue tra via Falcone e via Martucci. Laurora (Pd): «Motivazioni carenti, va revocato»

Con delibera n.13 del 10/3/2015 assunta con i poteri di consiglio comunale il commissario straordinario ha adottato una riperimetrazione del comparto cp37 del PUG.

Si tratta di un comparto molto interessante, prospiciente via Falcone,  e ricompreso fra l'area dell'ospedale e il futuro prolungamento di via Mons. Aldo Martucci.

La riperimetrazione e' stata adottata ai sensi della legge regionale n. 5/2010 art.16 comma 1 lett.b), integrativa dell'art. 12 della L.R. n.20/2001, che tratta di deliberazioni MOTIVATE del consiglio comunale per la eventuale modifica di perimetrazione dei comparti, purché non ne derivi aumento dell'indice di fabbricabilità e/o la riduzione delle aree per spazi pubblici.

Non si scopre nulla quando si afferma che e' buona norma introdurre modificazioni dello strumento urbanistico basandole su solide argomentazioni e giustificazioni di carattere urbanistico e non semplicemente sulla verifica se siano rispettati motivi ostativi come si dirà in seguito.

Preliminarmente osservo che  il dimensionamento della superficie dei singoli comparti garantisce, soprattutto per quelli inseriti nel centro edificato, che venga studiato un corretto inserimento degli stessi all'interno di TUTTO il quartiere in cui sono inseriti.

La suddivisione in piccoli comparti, sopratutto quando non contiene uno straccio di motivazione o giustificazione di carattere urbanistico, rischia seriamente di non tenere in alcun conto di come il comparto smembrato si possa collegare con ciò che lo circonda.

Unica valutazione (che non è  ne' giustificazione e ne' motivazione) inserita nel provvedimento commissariale e' che la cubatura edificatoria dei singoli mini comparti non determina modificazioni del carico insediativo, cioè non aumenta....e ci mancherebbe altro!

Nel provvedimento non si fa menzione di come dovrebbe essere strutturata la complessiva viabilità pubblica.

Nel provvedimento non si comprende come dovrebbero dislocarsi le aree a servizi che il dirigente nel suo parere prescrive che debbano costituire per tutti i comparti un unico nucleo con accesso dalle sedi viarie!?!?

Nel provvedimento non si comprende come si possa accettare una suddivisione del comparto proposta solo da alcuni proprietari dei suoli del comparto stesso; e su questo ci sarebbe da chiedersi se gli altri proprietari siano stati notiziati come per legge dell'avvio del procedimento oppure se lo sapranno a cose fatte.

Nel provvedimento non si esplicita per quale motivo urbanistico occorra suddividere il comparto,  il che comportera', in futuro,  la cessione gratuita di sedi viarie pubbliche e aree per servizi non in modo contemporaneo ed unitario,  in occasione della sottoscrizione della convenzione, ma in epoche diverse e, conseguentemente, realizzabili solo quando saranno tutte interamente cedute al comune di Trani.

Nel provvedimento non si valuta che saranno giocoforza realizzati fabbricati sulla futura via Napoli (alla luce della piccola dimensione del sub comparto) mentre si può prevedere sulla via pubblica una concentrazione delle aree per servizi, in contiguità con quella di proprietà comunale già esistente nel comparto, cioè dove è ubicata l'antenna di telefonia mobile.

Insomma un papocchio urbanistico, privo di motivazione.

È' bene evidenziare pubblicamente che il sottoscritto non è in alcun modo interessato al caso in questione e ci tiene a sottolinearlo

Con il presente intervento intendo però  evidenziare che questo provvedimento può costituire un più che dannoso precedente per tutti coloro che avanzeranno ( a questo punto è lecito pensarlo) analoghe proposte che rischieranno di destabilizzare senza ombra di dubbio il disegno del PUG, ed esporranno le prossime amministrazioni comunali a probabili contenziosi amministrativi e forse a qualcosa d'altro.

Per queste motivazioni ho trasmesso apposita richiesta in data 20/3/2015 e successivamente un sollecito, indirizzata al commissario prefettizio, di revocare il provvedimento in autotutela, così come adottato,  per carenza di motivazioni, in quanto in tale materia la legge regionale 5/2010  non richiede solo di verificare se le variazioni non comportano incremento degli indici di fabbricabilità e/o la riduzione delle dotazioni di spazi pubblici e di uso pubblico, ma anche di MOTIVARE .

Allo stato, la mia osservazione non ha ottenuto risposte ne' da parte del commissario prefettizio e ne' da parte del dirigente area urbanistica. 

Tommaso Laurora

Partito Democratico


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