Chi provasse a guardare piazza Plebiscito dallo stesso punto di osservazione dal quale si vede in foto, si troverebbe davanti agli occhi il risultato di undici anni di progressivo degrado.
Infatti, quella stessa porzione di piazza, nel 2004, fu trasformata in uno dei luoghi più ridenti della città con la riqualificazione dell'aiuola e l'accensione dell'impianto d'irrigazione del verde, la fuoriuscita dei cui zampilli era utile anche decorare e ravvivare la scena.
L’area fu resa completamente pedonale e, negli anni successivi, sarebbe arrivato anche il servizio di bike sharing, con una delle quattro postazioni dalle quali si sarebbero potute noleggiare, per un certo lasso di tempo, biciclette a disposizione di cittadini e turisti.
Tutto questo, oggi, non c'è più. Con l'aggravante delle condizioni estremamente fatiscenti della chiesa di San Domenico, al punto che, per tutelare la pubblica incolumità, la facciata dell'edificio religioso oggi è transennata da impalcature costate, peraltro, oltre 11mila euro.
Quello che più dispiace è vedere l'aiuola ridotta in uno stato pessimo, con una delle palme attaccata irrimediabilmente dal punteruolo rosso e le altre che non versano, certo, nello stesso florido stato di undici anni fa. La postazione delle biciclette è completamente abbandonata, così come le altre.
La piazza, poi, è costantemente occupata da auto che non hanno titolo ad essere parcheggiate lì: infatti, non vi è più alcuno sbarramento all'imbocco della piazza, e l'area pedonale, in realtà, non esiste più. Durante i fine settimana, le auto parcheggiate lì arrivano ad essere decine: noi siamo stati clementi nel mostrarvi, in foto, appena due vetture.
Tutto questo sembra suggerire quanto non basti riqualificare un luogo se, poi, non se ne badi anche alla manutenzione: qualsiasi opera merita attenzione e cure anche dopo la sua realizzazione. Ovviamente, molto dipende anche dalla capacità del cittadino di rispettare il patrimonio pubblico e le regole. Piazza Plebiscito, per molti versi, è la rappresentazione plastica di amministrazioni poco concludenti e cittadini (ed ospiti) ancor meno rispettosi di Trani.

