I prossimi amministratori delle aziende partecipate potrebbero non risiedere necessariamente a Trani. Anzi, potrebbero essere addirittura cittadini stranieri, purché residenti nell’Unione europea.
Lo ha approvato, con i poteri del consiglio comunale, il commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, modificando in parte gli indirizzi per la nomina, designazione e revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni.
Il regolamento fu approvato in consiglio comunale il 26 ottobre 2007 e definisce i criteri programmatici di individuazione dei requisiti oggettivi e soggettivi alle cariche presso enti strumentali del Comune.
Nel 2012, tuttavia, sono state emanate disposizioni di legge in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni ed enti privati in controllo pubblico.
Inoltre il Consiglio di Stato, con sentenza del 10 marzo 2015, ha ritenuto legittimo l'accesso ad incarichi pubblici italiani da parte di cittadini di altri stati membri dell'Unione europea, in quanto riconosce la libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione anche per gli incarichi pubblici.
Pertanto, la delibera di consiglio comunale del 2007 andava modificata nel passaggio in cui recitava testualmente che «l'aspirante alla nomina deve essere, all'atto della designazione, residente nel Comune di Trani». Il commissario, evidentemente, non s’è fatta pregare due volte.

