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Sorveglianza degli immobili di Trani, gara annullata dopo il Tar. La nuova a costi ridotti. Niente più vigilanza armata nel palazzo di città

Il servizio di vigilanza degli immobili tornerà ad essere oggetto di una procedura ad evidenza pubblica. Lo ha deliberato il commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, con i poteri della giunta comunale, prendendo atto delle censure della Corte dei conti nella famosa pronuncia del 19 febbraio scorso, con la quale si chiedeva una robusta riduzione degli impegni di spesa da parte del Comune di Trani.

Ebbene, l’ente sta concretamente riducendo gli impegni di spesa per i suoi servizi, a cominciare appunto, da quello di vigilanza degli immobili e patrimonio pubblico comunale. Per questi, la previsione di spesa per gli esercizi 2015 e 2016 era di 800mila euro, ma in realtà, guardando i servizi effettuati, il dirigente dell'Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, ha scremare alcuni degli stessi, ipotizzando una notevole, ancorché non meglio quantificata riduzione dei costi.

In particolare, queste sono le novità: per il palazzo di città up non sarà più necessario un servizio di vigilanza armata; la villa comunale avrà un servizio di vigilanza fissa, non armata, per otto ore, di cui tre al mattino e cinque il pomeriggio; la biblioteca comunale ed il civico cimitero non avranno più alcun servizio di vigilanza ispettiva.

Restano confermati, invece, i servizi all'interno degli Uffici giudiziari, come peraltro concordato con il procuratore della Repubblica, Carlo Maria Capristo.

Alla luce di questa rimodulazione, pertanto, il commissario ha demandato allo stesso dirigente le ulteriori azioni gestionali per definire una nuova procedura d'appalto.

Del resto, la gara, a suo tempo vinta dalla Sicurcenter di Palermo ed oggetto di indagine della magistratura, era stata anche appellata presso il Tribunale amministrativo regionale della Puglia dalla seconda classificata, la Vigilanza notturna di Trani: il ricorso principale è stato rigettato per carenza di legittimazione, ma ha trovato fondatezza in ragione dell’illegittimità del procedimento di nomina della commissione di gara. Ne è scaturita, pertanto, l'illegittimità derivata di tutta l'attività amministrativa consequenziale.

A breve, pertanto, il dirigente dovrà emanare un nuovo bando di gara alle nuove condizioni, ipotizzando un robusto risparmio di costi da parte del Comune di Trani.


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