In totale controtendenza rispetto all'accorpamento di tutte le sedi giudiziarie a Trani, l'ufficio legale dell'Inps lascia la città in cui ha sede il Tribunale e passa ad Andria. Il trasferimento, secondo indiscrezioni, dovrebbe avvenire nel mese di novembre e, questo rappresenterebbe la sicuramente un vantaggio economico per l'istituto, che a Trani sostiene delle spese di locazione (mentre ad Andria andrebbe in una sede di sua proprietà), ma potrebbe determinare disagi per gli operatori perché, a quel punto, dovrebbero cominciare un pendolarismo continuo che potrebbe anche ripercuotersi negativamente sulla qualità del servizio.
Attualmente l'ufficio legale di Inps annovera circa dodici persone ed opera nei locali di una storica palazzina in corso Vittorio Emanuele. Peraltro, lo scorso 13 novembre lo stesso istituto aveva inaugurato (foto) la sua nuova agenzia di Trani presso locali comunali, in corso Imbriani, a suo tempo utilizzati dalla Polizia locale.
L’istituto, sempre nell'ottica di un risparmio dei costi, aveva scelto di trasferire i suoi sportelli al pubblico in quel luogo, pagando al Comune un canone vantaggioso (1600 euro mensili per 422 metri quadrati, contratto di quattro anni), ma, almeno, non aveva lasciato la città e, dunque, tale soluzione aveva accontentato tutti.
Questa volta, invece, non saranno felici i proprietari dell'immobile di corso Vittorio Emanuele, ma potrebbero non esserlo anche operatori ed utenti, per via di un servizio che potrebbe subire contraccolpi: per esempio, i costi di avvocati, medici e periti potrebbero aumentare, per via degli spostamenti, e non sarebbe da trascurare il fatto che l’immobile del corso ospita, tuttora, anche gli archivi, da cui l’agenzia di corso Imbriani attinge a piene mani.
In ogni caso, non tutto sembra perduto. Infatti, Trani si appresta ad avere un nuovo sindaco che potrebbe, forse a differenza di quanto non avrebbe fatto il commissario straordinario, proporre all'Inps una soluzione alternativa, magari chiedendo all'Istituto di ospitare anche la sua sede legale in locali comunali appositamente attrezzati, nonché a costi congrui. I tempi ci sarebbero, ma adesso servono buon senso e volontà comune, per evitare che Trani perda l’ennesimo servizio su scala provinciale, nel solco di numerose mutilazioni che, negli ultimi vent’anni, hanno fortemente danneggiato anche l’indotto.

