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Vigor Trani: ripescaggio difficile, ma non impossibile. Perché non provarci?

La Vigor Trani è da tempo in vacanza. Sono passati due mesi da quel 19 aprile, giorno in cui terminò il campionato di eccellenza pugliese. I biancoazzurri si ritagliarono un terzo posto nella classifica finale che però non è bastato per disputare i playoff, stante il divario di oltre sette punti dal Nardò, formazione terminata seconda alle spalle della vincitrice Francavilla. Nardò che ha successivamente conquistato la serie D due domeniche fa battendo la formazione siciliana dello Città di Scordia attraverso i playoff nazionali. Adesso si delineano all'orizzonte le prime scadenze di carattere burocratico per la prossima stagione sportiva. In pratica, le iscrizioni ai vari campionati. Per la Vigor quello di competenza è il torneo di eccellenza. Però molti sportivi tranesi si domandano: perché non inoltrare domanda di ripescaggio in serie D. Il Casarano, giunto in classifica alle spalle della compagine tranese, ha già detto che lo farà. E dunque, perché non provarci anche noi?

Fughiamo ogni dubbio: riuscire ad arrivare attraverso il ripescaggio in serie D, non è facile. Prima del Trani e del Casarano, ci sono tutte quelle formazioni retrocesse dalla D e quelle che alla fase nazionale dei playoff di eccellenza 2014-2015, ci sono arrivate (anche se non è detto che avanzino richiesta di ripescaggio). Tuttavia, alla luce delle difficoltà economiche di diverse società di Lega Pro, senza contare il nuovo filone d'inchiesta riguardante il calcio scommesse con riflettori puntati su molte formazioni di serie D che potrebbero subire la mannaia della giustizia sportiva, non è detto che si parta già battuti. Inoltre, rispetto al Casarano, la Vigor Trani ha due carte in più da giocare in termini di punteggio. A prescindere dalla migliore posizione in classifica al termine del campionato scorso, c'è il fatto che Trani è una città con oltre 50.000 abitanti e che al contempo sia anche capoluogo di provincia. E questi sono due fattori che fanno punteggio. Quindi, perché non provarci? Se poi dovesse andar male, peccato, ma almeno ci abbiamo provato. In definitiva: se ci crede (giustamente) il Casarano, perché non dovremmo crederci anche noi a Trani? Salvarsi in serie D è decisamente più semplice che affermarsi in eccellenza. In più. Essere competitivi in eccellenza significa far fronte ad un notevole esborso economico. Basti vedere cosa hanno speso negli ultimi due anni le compagini che sono salite in serie D dalla Puglia: Gallipoli, Fidelis Andria, Francavilla e Nardò.

Senza contare che il prossimo anno il massimo campionato regionale potrebbe accogliere due formazioni che, per motivi differenti (Brindisi e Barletta), ripartirebbero proprio dall'eccellenza alzando notevolmente il livello tecnico del raggruppamento, che sarebbe riportato a 18 squadre. Il che significa la disputa di almeno un paio di turni infrasettimanali.

Proprio giovedì scorso, la Lega Nazionale Dilettanti ha diramato il comunicato ufficiale inerente le domande di ammissione in serie D per le "società non aventi diritto". Il termine è il 6 luglio alle ore 14. C'è da produrre tutta una documentazione che successivamente sarà al vaglio della Covisod. I ripescaggi non sono mai stati benevoli con la Trani calcistica. Quante volte si è sentita questa lamentela, a ragione, da parte degli sportivi biancoazzurri. Altre piazze ne hanno beneficiato, eccome. Ma la richiesta bisogna innanzitutto inoltrarla. Altrimenti si corre il rischio di fare come quella persona che voleva vincere a tutti i costi al superenealotto votandosi al santo di turno, che in tutta risposta gli fece: "Figlio mio, io ti aiuterei pure, ma tu la schedina la devi prima giocare".

Tutto il ragionamento appena fatto deve essere, come ovvio, compatibile con quelle che saranno le scelte societarie, senza le quali l'ipotesi sopradescritta rimarrebbe solamente una inutile, anche se affascinante, iperbole d'inizio estate.


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