Giovedì prossimo, 2 luglio, in udienza pubblica, il sindaco, Amedeo Bottaro, il segretario generale Maria Angela Ettorre, il dirigente dell’Area finanziaria, Grazia Marcucci, ed il presidente del Collegio dei revisori dei conti, Giuseppe Laurino, andranno in audizione alla Corte dei conti per presentare il piano formale di rientro del Comune di Trani dalle molteplici criticità che avevano determinato la pesante pronuncia dello scorso 19 febbraio.
Come si ricorderà, i giudici contabili avevano espresso pesanti censure sulla presunta superficialità della gestione delle casse comunali, disponendo, entro sessanta giorni, robusti correttivi basati sulla rigida limitazione delle spese ai soli servizi necessari per legge. Alla scadenza di quel termine, Palazzo di città ha fornito i primi numeri e risposte, dichiarandole però parziali e chiedendo, ed ottenendo, un ulteriore margine per documentare ogni restante chiarimento.
Nel frattempo il commissario uscente, Maria Rita Iaculli, con i poteri della giunta, ha approvato il bilancio consuntivo 2014, chiuso con un avanzo d’amministrazione di oltre 5 milioni, già tutti vincolati, di fatto, per il pagamento di debiti fuori bilancio. Peraltro ulteriori spese non previste, per quasi 300mila euro, sono arrivate dall’esercizio 2014 e, persino, dai primi quattro mesi del 2015: tutte fanno riferimento a sentenze in cui il Comune di Trani è stato soccombente e ha dovuto risarcire le controparti.
Il sindaco, Amedeo Bottaro, vorrebbe che il commissario approvi il rendiconto anche con i poteri del consiglio comunale, che tuttora detiene: «L’impostazione che la dottoressa Iaculli ha dato non si discute – dice il primo cittadino -. Adesso manca soltanto il parere del collegio sindacale, dal quale ho chiesto ed ottenuto la massima collaborazione perché riescano anche loro, in tempi ristrettissimi, a formulare il prescritto parere. Ho trovato nel presidente una persona veramente molto responsabile e disponibile, nel solco del nuovo modo di amministrare la città che ci stiamo dando. Ai revisori ho detto che sono i nostri controllori e, quando sbaglieremo, non saranno i nostri nemici, ma i più grandi amici, nell’interesse dei conti pubblici e, quindi, dei cittadini».
