Quando rilasciammo su questo sito internet, e ancora prima sul Giornale di Trani, l'ultimo articolo dedicato alle condizioni pietose del lungomare Mongelli, a nove anni di distanza dalla sua inaugurazione, ponemmo l'accento anche sul crescente rischio di crollo della falesia che si verifica subito dopo quella porzione di litorale ristrutturata, ma andata successivamente in malora.
Lo abbiamo fatto sistematicamente, nel corso degli anni, ma ultima occasione siamo stati accusati di avere indebitamente bollato queste opere come «spreco di denaro pubblico». Tale frase è stata da noi impiegata, certo, ma per provare, sommessamente, a spiegare che si è trattato di opere fondamentali per il rilancio turistico della città e che lo spreco è legato al fatto che la carenza di manutenzione, da una parte, e la mancata conclusione dei lavori, dall'altra, hanno reso vani molti degli sforzi compiuti.
Quello che accade su quel costone di falesia è sotto gli occhi di tutti: l'avanzamento del mare è senza sosta e, presto, potremmo registrare qualcosa di ben più grave qualora non vi si ponga in qualche modo rimedio.
Di questo si è accorto anche il Tg1, e quindi il pubblico della televisione, senza la quale tanti problemi sembra non esistano, venendo a girare immagini nella provincia di Barletta-Andria-Trani anche con riferimento a paradossali e non meno pericolose situazioni che si verificano lungo i litorali di Margherita di Savoia e Barletta.
Per quanto riguarda Trani, a parlare è stato il geologo di Legambiente, Francesco Bartucci, che ha posto in risalto come il fenomeno dell'erosione di questa porzione di lungomare Mongelli, opposto all'enorme distesa di sabbia delle quasi adiacenti baia di Colonna, da una parte, e seconda spiaggia, dall’altra, siano da porre in relazione ad uno spazio anomalo fra le barriere frangiflutti, non adeguatamente terminata in quella zona, che avrebbe determinato un rafforzamento delle correnti e, quindi, un'intensificazione del moto ondoso.
Adesso che queste cose sono state dette attraverso il Tg1, forse impressioneranno di più coloro che, finora, hanno guardato con fin troppo disinteresse e sufficienza quanto invece sistematicamente da noi, e da altri siti locali, altrettanto oggettivamente documentato.
Qui il servizio della tv di Stato.


