Due imbarazzanti esempi di come non si faccia la raccolta differenziata, nell'unica area in cui la stessa è prevista. Provengono dal porticato di via Tasselgardo, peraltro di competenza condominiale perché assoggettato all'immobile Verdemare, e dal largo Chiarelli, su un'area che, invece, è totalmente comunale.
Come le foto documentano, sotto i portici adiacenti la strada che collega corso Imbriani con piazza D'Agostino, sono sparsi dappertutto resti di consumazioni. Di questo problema si fa carico il consigliere comunale del Partito democratico, Marina Nenna: «La sostanza giallastra che si vede per terra è vomito – scrive a mo’ di didascalia, accompagnando le foto da lei stessa scattate -. E gli artefici sono i nostri cari ragazzi, i nostri figli, fratelli, nipoti. La conservazione degli spazi comuni è questione di educazione e rispetto per gli altri. E prescinde dalla nazionalità. Invito ciascuno ad avere e dimostrare più amore per la città ed ad insegnarlo ai propri figli».
Lo stesso consigliere, postando sui social network le sue foto, ha scatenato un dibattito che ha finito per colpevolizzare l'attività di somministrazione di cibo e bevande, aperta 24 ore su 24, ubicata proprio di fronte al luogo da cui provengono le immagini. Va detto, peraltro, che lo stesso esercizio dispone di contenitori per la raccolta differenziata che i clienti dovrebbero sempre utilizzare al termine delle loro consumazioni. Se questo non avviene, evidentemente non è per colpa di chi gestisce il locale, ma per l'incapacità di chi lo frequenta di separare i propri rifiuti. Un gesto da condannare nella misura in cui, invece sempre con la massima attenzione, si bada, all’ingresso del locale, a dotarsi di tessera sanitaria e/o documenti utili per utilizzare i distributori delle bevande laddove richiedano la prova della maggiore età degli avventori.
Al lungomare Chiarelli, forse, va ancora peggio: infatti, un utente ha fotografato buste di spazzatura che contengono persino medicinali. Pertanto, non soltanto non si è minimamente badato a separare i rifiuti, ma, a questi, si sono aggiunti anche quelli speciali, che già di per sé non andrebbero associati alla normale spazzatura. Il tutto è stato segnalato alla Polizia locale.




