Ospiti di Appuntamento con Trani di ieri sono stati il sindaco, Amedeo Bottaro, ed il consigliere di opposizione Carlo Laurora, candidato sindaco che alla vigilia del ballottaggio del 14 giugno aveva espresso apprezzamento nei confronti di Bottaro, senza però alcun apparentamento ufficiale.
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A: Partiamo dalla giunta comunale che tutti attendono. Confermata per martedì la presentazione?
B: Sì, la squadra è fatta.
A: Possiamo definire il numero di assessori?
B: Non escludo sei o sette assessori, io però ho animo di chiuderla ad otto. Ho vagliato diversi profili, curricula, non è stato facile individuare le persone e soprattutto ottenere l’assenso di alcune. Molti professionisti hanno accettato di mettersi a disposizione gratis a favore della città. Alcune deleghe potrei averle io.
A: Quante donne?
B: A seconda del numero: due se sono sei, tre se sono sette od otto.
A: Non sarà una giunta politica o tecnica ma scelta in base alla competenza. Possiamo confermare che ha chiesto ai partiti i curricula?
B: Sì, ho chiesto anche alla politica di indicarmi dei loro curriculum. Poiché la prerogativa è però la mia, ho confrontato quello che la politica ha saputo offrire con quello che sono riuscito a trovare.
A: Sull’unico consigliere comunale possiamo dare conferma.
B: Ho sempre detto che l’avvocato Tempesta l’ho cooptato in giunta non come politico ma come tecnico, perché ho bisogno di un avvocato amministrativista molto valido e di fiducia. L’ho scelto anche parzialmente contro la sua stessa volontà perché inizialmente ho dovuto convincerlo: avrebbe preferito fare il suo percorso in consiglio comunale. Gli ho fatto capire come mi fosse indispensabile per il suo profilo.
A: Può darsi che non tutte le scelte saranno in linea con quelle dei partiti.
B: Auspico e sono convinto di trovare le forze politiche mature per capire come la città abbia bisogno di persone competenti. Le scelte sono sempre rivedibili, nessuno può sentirsi “unto dal Signore”, inamovibile, neanche gli assessori. Tra sei mesi capiremo chi sta lavorando bene, è evidente per me il risultato. Vorrei che da parte di tutti si facciano le valutazioni solo in base ai risultati, valutazioni scevre da mal di pancia per non aver scelto Tizio più che Caio. Le emergenze che stiamo affrontando hanno bisogno di una nuova impostazione.
A: Laurora, condivide?
L: Questa è l’unica strada percorribile, perché le logiche della politica non porterebbero ad alcun giovamento e se Bottaro le seguisse commetterebbe un grosso errore. Il suo progetto sin dall’inizio è chiaro, mi sorprenderebbe se le forze politiche che lo hanno sostenuto non dovessero capire questo auspicio, che era chiaro sin dall’inizio. Lo dico anche da cittadino: dobbiamo fare un passo indietro, perché altrimenti non ha senso la vittoria di Amedeo. O la politica evolve culturalmente cercando qualità e competenza altrimenti rischia di essere una logica da condominio, da abbandonare.
A: È questo lo spirito per cui lei alla vigilia del ballottaggio ha espresso gradimento per Bottaro?
L: Dovevo scegliere secondo un convincimento sui progetti. Ho apprezzato anche la campagna elettorale di Florio, che stimo e che è un amico, ma il mio gruppo ha scelto di condividere il progetto di Bottaro e ho preferito, per onestà intellettuale, dirlo. Ho scelto sulla base di un rapporto spontaneo, e smentisco coloro che hanno creduto che abbiamo fatto un accordo politico. Si era fatta facile ironia su questa mia scelta, ma se avessi voluto fare un accordo lo avrei fatto sei o sette mesi fa quando Amedeo me lo chiese. In questo momento o si guarda al futuro altrimenti non ne usciamo più.
Federica G. Porcelli
