Magistrati, forze dell’ordine ed amministratori pubblici insieme per una giornata di commemorazione, riflessioni e progetti per la legalità. A ventitré anni dalle stragi di Capaci e via d’Amelio, la sezione di Trani dell’Associazione nazionale magistrati ed il Comune di Trani organizzano per oggi, giovedì 9 luglio, una giornata “In ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e dei loro angeli custodi… per non dimenticare”. L’evento si terrà nell’aula di Corte d’Assise del palazzo di giustizia, in piazza Duomo.
Obiettivo della manifestazione, che avrà inizio alle 11 è «ricordare le figure dei due magistrati, attraverso le testimonianze e gli esempi di chi, tutti i giorni, conduce la sua battaglia di trasparenza e legalità, anche a rischio della propria vita». Introducono il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, ed il presidente dell’Anm Trani, Michele Ruggiero.
Interverranno Antonino De Masi (imprenditore calabrese), Francesco Forgione (già presidente della Commissione parlamentare antimafia), Tullio Bertolino (presidente Ordine avvocati Trani), Stefano Dardes (vicepresidente Camera penale Trani), Antonio De Iesu (questore di Bari), Carlo Maria Capristo (procuratore capo di Trani), Filippo Bortone (presidente Tribunale di Trani), Clara Minerva (prefetto Provincia Barletta Andria Trani) e Michele Emiliano (presidente Regione Puglia). Prevista la partecipazione di sindaci e magistrati dei Tribunali di Bari e Trani, nonché di rappresentanti delle forze dell’ordine del territorio.
L’iniziativa rappresenta l’ideale prosecuzione di un altro evento, ormai storico, dedicato alla lotta alla mafia. Il riferimento è all’intitolazione a Paolo Borsellino della palazzina di piazza Mazzini, confiscata alla criminalità organizzata ed oggi sede degli organismi di polizia giudiziaria della Procura di Trani. La mattina del 13 dicembre, in una piazza gremita da bambini e ragazzi delle scuole, il procuratore, Carlo Maria Capristo, con a fianco Concetta Montinaro, distesa e sorridente, nonostante sia la vedova del capo scorta di Giovanni Falcone, rivolse un pensiero «agli agenti di scorta ed alle vittime dimenticate della criminalità terroristica e mafiosa, dimenticate dalle stesse istituzioni – tuonò Capristo nel suo duro intervento -, che ancora oggi pagano gli agenti di scorta quattro soldi, ma non da questi ragazzi che oggi gremiscono la piazza. Siete voi la lotta alla mafia, siete voi il volto buono dell’Italia. Dentro il palazzo che è di fronte a noi ieri c’era il boss ed oggi c’è lo Stato».



