L’Asl Bt solleciterà l'Arpa per il rilascio dei dati, tuttora non pervenuti, su diossine e idrocarburi policiclici aromatici relativi alla “cava dei veleni” di contrada Profico, il cui contenuto di rifiuti solidi urbani illecitamente stoccati per anni, particolarmente voluminoso, è andato a fuoco oltre un mese fa rilasciando nell'aria esalazioni che sono state oggetto di un monitoraggio da parte dei tecnici dell'Agenzia regionale per l'ambiente: i risultati però, si sono conosciuti soltanto parzialmente, quelli più importanti mancano ancora all'appello «ed anche l'Azienda sanitaria locale - garantisce direttore generale, Ottavio Narracci - ha tutto l'interesse a tranquillizzare i cittadini sul fatto che la loro salute in quei giorni non abbia corso rischi».
L’impegno del manager è arrivato a margine del convegno, tenutosi nel pomeriggio di ieri, presso l'aula magna dell'università Lum di Trani, sul «Focus relativo alle patologie croniche non neoplastiche rilevate nel territorio dell'Asl Bt». Aria, acqua, suolo, alimentazione sono tra i fattori determinanti a fondamento dei dati recentemente raccolti nelle ultime statistiche realizzate, sulla base di dati di ospedalizzazione e mortalità, grazie ai quali si arriva, rispettivamente, al 2013 e 2012.
Si tratta di un approccio più semplice rispetto alla complessa metodologia del Registro tumori della stessa azienda sanitaria, che ha cristallizzato dati relativi ad anni precedenti, «ma significativo nella misura in cui ci dice, per esempio, che le patologie del fegato - spiega il dottor Narracci - sono le più diffuse sul territorio, così come i tumori dello stesso fegato. Questi dati, e molti altri, meritano un approfondimento soprattutto sulle cause extra sanitarie, ed è questo il motivo per cui noi poniamo questo substrato epidemiologico a disposizione di un confronto, con tutti gli enti interessati, per verificare meglio le cause di queste patologie e migliorare la qualità dell'ambiente e, dunque, della salute dei cittadini».
Per la cronaca, nel distretto sanitario Trani-Bisceglie, vi è da mettere in evidenza un tasso di ospedalizzazione più alto rispetto al resto della Puglia per asma in entrambi i sessi. Si conferma una mortalità in eccesso per cirrosi e malattie croniche del fegato, associato ad un dato di più alta mortalità per epatite virale ben evidente nel genere femminile.
Nella nostra provincia non mancano possibili agenti che potrebbero in qualche modo concorrere all'incremento dei dati: le discariche innanzitutto, a cominciare da quella di Trani per la possibile dispersione di percolato in falda, ma anche le cave dismesse ed i segreti che contengono, nonché i fumi delle cementerie. «Aria ed acqua sono oggetto di attenzione anche da parte nostra - spiega Narracci -. Non dobbiamo fare allarmismi, ma è nostro dovere dire sempre le cose come stanno e, allora, è anche necessario precisare le rispettive competenze: l’Asl si occupa delle acque potabili, per le quali possiamo certificare che tutto è ok, mentre l’aria, la falda ed altri agenti sono oggetto di analisi più approfondite a cura dell'Arpa. Peraltro, sempre per evitare allarmismi incontrollati, è bene che si sappia che l’Asl è presente a tutti i tavoli e, al momento, il quadro complessivo che emerge ci induce a ritenere che la situazione complessiva sia sotto controllo».





