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Cartoline da San Giacomo, assediata dalle auto sul sagrato. Quando è così, chiesa esclusa dalle visite guidate dei turisti a Trani

«Di particolare pregio il portale, che impressiona soprattutto per la fine lavorazione dei motivi decorativi, tra i quali predominano modanature di acanto spinoso, e per la singolare ed espressiva vitalità degli animali in aggetto che, specie per il leone ed il grifone, attinge toni di autentica drammaticità». Così, tra le altre cose, scrive il compianto Benedetto Ronchi nel celeberrimo «Invito a Trani» (1980, Schena editore), a proposito della chiesa di Santa Maria de’ Russis, oggi San Giacomo, storico edificio religioso del XII secolo.

Questa chiesa rappresenta, da sempre, una meta ambita del turismo di Trani, ma la si preferisce mostrare agli ospiti della città quando la facciata è libera dalla presenza di autovetture: infatti, purtroppo, persiste il malvezzo di parcheggiare veicoli sul sagrato che poi si riduce ad un piccolo marciapiede intorno alla scalinata d'ingresso. Tanto basta però per offrire, si fa per dire, due posti auto a persone che probabilmente risiedono nella zona e non si curano minimamente dei divieti e, soprattutto del rispetto delle regole, scritte e non scritte, che inducono a lasciare sempre liberi alla vista i sagrati delle chiese.

Il caso di San Giacomo, posto nelle immediate adiacenze di porta Vetere, nei pressi di via Alvarez, rappresenta forse la punta dell'iceberg di un problema generalmente noto ed esteso in città. Infatti, accade spesso con la cattedrale, quando l'aria di piazza Duomo non è protetta dai dissuasori retrattili e consente alle auto di arrivare sino in piazza Addazi, all’ombra della facciata orientale del tempio.

Non meno imbarazzanti sono i casi delle chiese di Santa Chiara e santa Teresa, rispettivamente in via Regina Elena e piazza Sedile San Marco, nonostante la presenza di evidenti segnali di divieto di sosta e fermata.

Tornando a San Giacomo, però, va anche detto che la chiesa fa parte dell'itinerario gratuito, per turisti e visitatori in genere, nell'ambito degli “Open days” finanziati dalla Regione Puglia. «Questo minuscolo tempio – si legge sempre nell’opera del Ronchi -, con la facciata letteralmente irta di figure animali e cariatidi disposte in tre file, ricorda, nella struttura architettonica, le chiese baresi di San Gregorio e San Marco» e quindi, evidentemente, siamo davvero in presenza di uno dei massimi edifici religiosi tranesi. Ciononostante, di volta in volta, le guide devono farsi informare da qualcuno, preliminarmente presente sul posto, se sia il caso di recarsi a San Giacomo o, invece, girare al largo per evitare brutte figure.


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