Un’abitazione svaligiata, ma poi richiusa senza più le mandate che la proprietaria aveva dato uscendo. Ed un telefono cellulare, perso durante la fuga, dal quale è iniziata la ricostruzione della rete criminosa e l'individuazione dell'associazione a delinquere.
Così, grazie a quel telefono galeotto ed a quel furto poco accorto, avvenuto a Trani, è partita l’operazione “Open house”, con cui i carabinieri della Compagnia di Trani hanno disarticolato una banda, formata di nove persone, tutte di Bari, responsabili a vario titolo di numerosi furti in appartamento. Ad una parte del sodalizio viene contestato anche il grave reato di associazione a delinquere.
Su richiesta del pubblico ministero, Luigi Scimé, accolta dal Gip, Maria Grazia Caserta, sono finiti in carcere: Nicola Vasienti (1974); Domenico Franco (1987); Vito Genchi (1970); Giuseppe Leonetti (1983). Arresti domiciliari per: Paolo Accogli (1995); Domenico Rimini (1987); Francesco Leonetti (1966); Damiano Profeta (1975); Domenico Genchi (1985).
La banda adottava metodi da Arsenio Lupin per sottrarre e duplicare le chiavi degli appartamenti delle povere vittime, che venivano avvicinate con le scuse più varie, tra cui fornire aiuto per cambiare un pneumatico forato dagli stessi ladri. Sempre con l’accortezza di far ritrovare le chiavi alle vittime per evitare che cambiassero la serratura. Venivano effettuati persino accertamenti, presso l’Aci, sulle targhe delle autovetture delle vittime, per risalire agli indirizzi delle abitazioni.
«La caratteristica dell'operazione portata a compimento dalle forze dell’ordine – ha spiegato il procuratore, Carlo Maria Capristo - è stata la minuziosità e rapidità con cui si è giunti ai responsabili, in non più di quattro mesi».
I ladri, peraltro, erano molto scaltri nello scegliere le vittime, ed in tutti i casi sottraevano loro le chiavi e poi, dalla targa, risalivano all'abitazione del soggetto contro il quale operare.
L'attività è stata molto ampia e ha fruttato un ritorno economico importante, non meglio precisato, per la banda. Inoltre, nel corso delle perquisizioni sono state ritrovate cinque chiavi di porte blindate, probabilmente pronte per essere utilizzate per altri furti.
Per questo motivo i Carabinieri hanno rilasciato dei consigli utili ad evitare di cadere nella trappola di questi ladri specializzati: fra i principali, sdoppiare i sistemi di allarme rispetto all’azione delle chiavi, ed evitare di fare sapere dove di va. Peraltro, qualora dovesse rendersi necessario denunciare un furto subito, non si esiti a farlo: il caso della cittadina di Trani è stato determinante per avviare le fruttuose indagini.
Va anche detto che, nella banda, ciascuno aveva un compito, e quindi siamo in presenza di un'associazione davvero molto ben strutturata. I punti di raccolta delle informazioni utili ai criminali, ed ovviamente delle chiavi, erano parcheggi di ipermercati, mercati rionali, uffici postali, in genere luoghi molto affollati.
Purtroppo, la maggior parte dei furti è avvenuta nella nostra provincia, prevalentemente ad Andria e Barletta, ed in minor misura a Trani. Sembra di comprendere che i cittadini di questo territorio siano stati più ingenui, o semplicemente più sfortunati, nel cadere nella rete di questi topi d’appartamento specializzati.












