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Pozzo Piano? «Quartiere cresciuto, ma c’è ancora da fare». Il sindaco di Trani: «Vi inviterò al prossimo tavolo»

È possibile che, laddove manchino le istituzioni, vi si sostituiscano i cittadini di quartiere o i parrocchiani? Questa domanda sembrava aleggiare nell’incontro tenutosi presso la parrocchia Spirito Santo che ha visto protagonisti il parroco, don Mimmo Gramegna, i membri del comitato quartiere pozzo piano e il moderatore dell’incontro, Gaetano Attivissimo. Presente anche, per un saluto, il sindaco Amedeo Bottaro.

«Il quartiere – ha spiegato Attivissimo, parafrasando papa Francesco – è l’unica forma visibile della città, ecco perché è fondamentale interrogarsi sulle questioni che gli riguardano». Il comitato di quartiere pozzo piano è costituito da membri che, volontariamente, quindi senza fini di lucro e apartiticamente, si interrogano sulle questioni del quartiere, appunto, cercando delle soluzioni ad alcuni problemi che lo attanagliano. E, spiega un membro del comitato: «ci stiamo attivando per quanto riguarda la rotatoria di via Falcone, che non è a norma, abbiamo sollecitato la costruzione di caditoie del sottovia, abbiamo chiesto l’abbattimento delle barriere architettoniche, presentato un progetto per via Turisana» ma, ad oggi, queste proposte non sono rimaste che nelle mani dei cittadini, che hanno fatto aprire, grazie all’aiuto della libreria Miranfù, la prima biblioteca di quartiere della città, ma che devono ancora vedere, nella loro zona, una scuola media, un parco giochi, una piazza, un ufficio postale e che quindi hanno bisogno dell’aiuto delle istituzioni. La parrocchia dello Spirito Santo si è, in tal senso, un po’ sostituita ai centri di aggregazione “tradizionali”, laici, che dovrebbero essere presenti in tutti i quartieri.

Uno dei problemi di questa zona della città è la presenza di sporcizia. Alcuni residenti hanno lamentato infatti la presenza di topi, vipere, serpenti, nelle proprie ville; di deiezioni canine lasciate da proprietari non proprio civili; di sterpaglie che potrebbero scatenare incendi; di sacchetti di rifiuti lasciati dove capita e non conferiti negli appositi contenitori. Bottaro, che in questo primo mese di mandato si è dimostrato sensibile ai temi ambientali, ha così risposto a tutti i residenti che lamentavano questa mancanza di pulizia ed igiene: «la responsabilità di quello che sta accadendo è soprattutto nostra. Bisogna pretendere dal sindaco ciò che si pretende da se stessi e dagli altri: la città è sporca, fa schifo, per colpa nostra, che lasciamo lo sporco e lo schifo. Sto conducendo una vera e propria lotta agli sporcaccioni, ma ho bisogno del vostro aiuto, non voglio essere un sindaco sceriffo ma un sindaco educatore». Per quanto riguarda le deiezioni canine, ben poco è quello che può fare un vigile con la propria multa rispetto a quello che può fare un proprietario di un cane: «I vigili, la maggior parte dei quali sta in ufficio, non possono stare appresso a tutti i proprietari di cani della città, per questo motivo bisogna piuttosto educare i cittadini». Nonostante ciò, in questo fine settimana, stando ai dati del primo cittadino, sono state fatte multe per parcheggi su scivoli dei disabili, conferimento errato o fuori orario dei rifiuti e deiezioni canine non pulite per un totale di 20 mila euro in due giorni.

Ancora aleatorie, invece, le risposte su altre questioni, perché, come spiega Bottaro stesso: «ho dovuto fare i conti primariamente all’emergenza debitoria del comune, ora non potrei darvi delle risposte certe perché non sarei credibile, ma vi inviterò al prossimo tavolo tecnico che faremo sulla questione della strettoia e sull’eliminazione della rotatoria».

Si vedrà come si evolveranno le cose nei prossimi mesi, per dare al quartiere una maggiore vivibilità, necessaria in una città che sta vivendo una situazione drammatica ma, con l’aiuto di tutti, può migliorare.

Federica G. Porcelli


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