Un compleanno di cui non andare proprio fieri: la discarica di Trani è chiusa da un anno. Infatti, proprio lo scorso 4 settembre 2014 il Settore grandi rischi della Regione Puglia emanava il provvedimento che disponeva la sospensione dell'attività dell'impianto, da trenta a sessanta giorni, per porre rimedio all’incidente verificatosi lungo una parete della cava di contrada Puro vecchio, nei pressi del pozzo di raccolta P6v, con fuoriuscita di percolato e conseguente dispersione in falda.
Da un anno esatto, dunque, nel sito dell’Amiu non si conferiscono rifiuti e si lavora solo per riparare quell’incidente e porre in sicurezza l'impianto. Contestualmente, proseguono i monitoraggi presso i pozzi di rilevamento, per verificare l’eventuale decremento degli organismi inquinanti nel percolato.
Ebbene, lo scenario non pare rassicurante, se poniamo a confronto le ultime analisi (rilasciate il 24 agosto dalla società Allkema, di Modugno, a cura del professor Gaetano Nuovo) e quelle dello scorso 9 aprile (redatte invece dal professor Pietro Elio Abbaticchio, del Centro analisi chimiche, di Bitonto).
Infatti, con riferimento al pozzo P6v, Abbaticchio parlava di carico organico (il cosiddetto Cod) diminuito fino a 100 milligrammi per litro. Lo stesso Cod, invece, secondo i dati del 24 agosto, è salito a 925 milligrammi per litro. L’ammoniaca si aggirava intorno ai 40 milligrammi per litro, ma adesso è passata a 374. Questi due dati fanno comprendere che, nonostante le cautele assunte ed i lavori finora effettuati, la discarica di Trani non si può ancora considerare sicura.
Di conseguenza, appare tuttora impossibile ipotizzare i tempi di un’eventuale riapertura, sia pure limitata al solo terzo lotto, nonostante il moderato ottimismo manifestato dal sindaco, Amedeo Bottaro, soprattutto dopo il recente incontro con l'assessore regionale all'ambiente Domenico Santorsola.
