«Come cittadino e rappresentante delle istituzioni voglio esprime tutta la mia gratitudine ai magistrati e alle forze dell’ordine di Trani che, la notte scorsa, hanno arrestato il responsabile dell’omicidio del giovane Zanni, ucciso mentre cercava di sedare una rissa. Quanto accaduto qualche sera fa è una brutta pagina di violenza inaudita. Rinnovo i complimenti alla magistratura per l’ottimo lavoro svolto, pur nella consapevolezza che nessuno potrà restituire alla famiglia Zanni la vita di Biagio. È nostro dovere essere inflessibili e duri, assicurando piena giustizia. Alla famiglia di Biagio Zanni va tutta la mia vicinanza»: così Francesco Boccia, presidente della commissione bilancio della camera, commenta l’arresto, avvenuto a Trani, di uno degli indagati per concorso in omicidio e rissa in merito al caso Zanni.
Anche Leo Amoruso, consigliere comunale del Pd di Trani, si complimenta con le forze dell'ordine e l’autorità giudiziaria «per aver fatto chiarezza sulle dinamiche raccapriccianti e per aver individuato i responsabili della morte del giovane trentaquattrenne tranese», ma chiede che non vengano demonizzate le palestre: «Tra gli effetti collaterali scaturiti dalla tragedia dell’omicidio Zanni, c’è il rischio di una demonizzazione delle palestre e delle attività che si svolgono al loro interno». Amoruso risponde a quanti «strumentalizzando le parole del procuratore capo del tribunale di Trani, soprattutto sui social hanno puntato l’indice sulle palestre, ritenute da alcuni, luoghi dove coltivare atteggiamenti violenti».
Le palestre non sono luoghi dove vengono coltivati degli atteggiamenti violenti, secondo Amoruso, che riconosce, al contrario, allo sport ed alla pratica dell’attività fisica funzioni formative ed educative: «Non ci si può scagliare contro le palestre per un episodio gravissimo e di inaudita violenza gratuita come quello che ha portato all’uccisione di Biagio Zanni. Chi va in palestra non viene certamente educato ad uscire col coltello, ad agire in branco ed a scatenare risse sanguinose per strada. Le palestre sono altro, gli istruttori soprattutto insegnano altro, in primis il rispetto delle regole ed il rispetto dell’avversario che si ha davanti. La circostanza che alcuni componenti della baby gang frequentassero palestre cittadine non deve, dunque, portare a demonizzare un settore, quello sportivo, che, al contrario di quanto si dice, svolge un ruolo fondamentale nella nostra società, soprattutto dal punto di vista sociale e del benessere individuale. Basterebbe frequentare le palestre o avere un minimo di conoscenza delle attività cher si svolgono all’interno di una società sportiva, per comprendere la giusta dimensione delle mie parole».


