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Vigor, forse 60mila euro di debiti: vacilla la permanenza del titolo sportivo a Trani. Semina ed irrigazione, doppia tegola

Il Trani mette le mani avanti: «Abbiamo trovato una situazione debitoria superiore a quella che c'era stata garantita. Quanto? Poco più del valore di un titolo di Eccellenza». Pertanto, tenendo conto del fatto i diritti sportivi del campionato oscillano tra i 40mila ed i 50mila euro, l'esposizione debitoria nei confronti di non meglio precisati soggetti potrebbe aggirarsi intorno ai 60mila.

Infatti, essendo cristallizzati i 16mila euro di debiti nei confronti del Comune di Trani, da scomputarsi attraverso la gestione dello stadio comunale per quattro mesi, bisogna comprendere come siano maturati gli altri debiti e, soprattutto, nei confronti di chi.

Il presidente, Luciano Savi, non è entrato nel merito «per questioni di privacy» ma, evidentemente, non ha gradito la progressiva scoperta di ulteriori pendenze di una società che aveva rilevato con la garanzia, da parte della dirigenza uscente, che non vi erano esposizioni economiche nei confronti di alcuno.

La conseguenza di tutto questo potrebbe essere che, nonostante l'impegno assunto ad inizio stagione di non portare via il titolo da Trani, la società potrebbe invece comportarsi diversamente, perché sarebbe l'unico modo per ovviare al problema. Al momento, il direttore generale Ippedico ne ha parlato a mo’ di provocazione, ma nel calcio le valigie delle società da una città all’altra sono sempre pronte.

Nel frattempo, un'altra tegola si abbatte sul Trani ed anche sulla corretta disputa delle partite al Comunale: infatti, a breve, sarà assolutamente necessario procedere ad una nuova semina del manto erboso, che versa in uno stato tutt’altro che brillante. L’operazione si dovrebbe tenere inderogabilmente entro il 20 ottobre, ma, nel frattempo, non c'è più tempo per spostare altrove la partita di domenica prossima con il Mesagne. Dopo, però, si rischia l’emigrazione a tempo determinato.

E, tanto per fare piovere sul bagnato, l'impianto d’irrigazione è rotto: dunque, il gestore dovrà inventarsi alternative tutt'altro che semplici.


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