Realizzare aree attrezzate dove conferire i rifiuti secondo la “differenziata”, funzionamento h24 dell’isola ecologica, una tessera punti che premi i più virtuosi con sconti in bolletta a fine anno, aumentare i passaggi giornalieri della racconta dell’umido, ma anche la frequenza dei lavaggi di strade e marciapiedi con sola acqua.
Insomma una serie di richieste/suggerimenti per l’igiene nell’area del porto e del centro storico, vengono dalla Confesercenti e dalla Confcommercio, che già un mese fa avevano incontrato l’amministrazione comunale ed i responsabili del settore. Oggi, a seguito di quell’incontro, Antonio Caffarella, Girolamo Acquaviva e Vincenzo Perna si rivolgono ancora all’amministrazione consegnando un “promemoria” contenente tutte le esigenze delle categorie commerciali della somministrazione di alimenti e bevande presenti nel centro storico.
Chiaro che, di questi tempi, venga sottolineata l’esigenza di “attivare azioni preventive sulle tematiche legate alla sicurezza ed all’ordine pubblico, con la necessità di predisporre un Piano di Intervento delle Forze dell’Ordine (magari Interforze e condiviso) sulle aree a maggior rischio (per presidiarle almeno nelle ore di maggio affollamento), unitamente ad un sistema di videosorveglianza urbano su cui poter innescare i sistemi di videosorveglianza degli esercenti; utile potrebbe essere anche controllare i codici fiscali inseriti nelle macchine di distribuzione delle bevande degli h24”.
Per altro le problematiche sono legate all’igiene dei luoghi, evidenziando “la necessità di concordare con la Asl Bat un Piano di posizionamento dei bidoni per la raccolta differenziata, sia all’esterno che all’interno degli esercizi pubblici, nonché prevedere la possibilità di esentare l’occupazione di suolo pubblico effettuata da tali bidoni, meglio se camuffati da apposti contenitori/mobiletti, esteticamente più accettabili”.
Gli esercenti chiedono di “rivedere ed aggiornare gli opuscoli predisposti da Amiu, non esaustivi in alcuni passaggi informativi. Si dovrebbero aggiornare e chiarire alcune incongruenze riscontrate comparando alcune informazioni dell’opuscolo con quanto espresso dagli operatori ecologici durante la raccolta”
In relazione alla vendita di bibite da asporto in lattine e vetro, “rifuggendo assolutamente dalla proposta di vietarne la vendita dopo le ore 20 agli esercenti del porto - dicono i tre - e precisato che per ciò che avviene all’esterno del pubblico esercizio ed al di fuori delle aree occupate con tavolini, non è competenza dell’esercente provvedere allo smaltimento delle bottiglie lasciate dagli avventori (spesso comunque viene fatto, ma non può e non deve diventare un obbligo, perdipiù sanzionabile), si propone di predisporre un cartello da far affiggere obbligatoriamente (predisponendo una Ordinanza del Sindaco) nei Pubblici Esercizi in cui si invitano i clienti a consumare sul posto le bibite in vetro o lattina e ad utilizzare gli appositi contenitori ove riporre il vuoto, con sanzioni anche per il cliente inadempiente”.
Da affrontare anche le problematiche legate agli esercizi di distribuzione automatica di bibite ed alimenti (i cosiddetti H 24), ai supermercati ed agli esercizi di vendita di generi alimentari nei quali è possibile acquistare (in estate anche fino alle ore 23.00) bibite, bevande, birre ed anche superalcolici (no h24); chiedendo un controllo maggiore, da parte delle Forze dell’Ordine, per verificare se viene effettuata, ed i quale percentuale, una vendita diretta a minorenni”.
Infine una “regolamentazione preveda il divieto alla occupazione di spazi ed aree pubbliche con panche, tavolini, strapuntini e quant’altro oggi consente di somministrare sul posto il prodotto artigianale (focacce, panzerotti, pizze, gastronomia varia), compresa le bevande di accompagnamento.


