«Per i soldi si litiga ovunque»: queste le parole di monsignor Saverio Pellegrino. Ed è stato grazie alle liti tra gli eredi di John Sisto, antiquario italoamericano (era nato a Ceglie), che sono stati rinvenuti, nella sua casa di Chicago, 3500 volumi antichi, manoscritti, reperti archeologici e pergamene. Tra queste, 109 appartenute alla diocesi di Trani e risalenti ad un periodo compreso tra il XVI ed il XIX secolo.
Si è trattato di un lavoro che ha coinvolto diverse forze dell’ordine: la polizia di Chicago, alcuni funzionari dell’Fbi, che hanno poi allertato la soprintendenza archivistica della Puglia e della Basilicata, e il nucleo della tutela del patrimonio culturale dei carabinieri di Bari e di Roma. «Il lavoro è cominciato nel 2007 – ha detto Maria Carolina Nardella, soprintendente archivistico di Puglia e Lucania – ed è stato un bell’esempio di sinergia». La prima delegazione che è andata a recuperare i tesori archivistici e filologici in America è partita a gennaio 2008, la seconda ad aprile dello stesso anno.
«Le pergamene, i reperti archeologici, i libri, una reliquia, un sigillo sacro, erano arrivati nel nuovo mondo con mezzi di fortuna», ha spiegato Michelangé Stefano, comandante del nucleo della tutela del patrimonio culturale dei carabinieri: «Negli ultimi anni, i furti di patrimonio librario sono stati scoraggiati, perché le diocesi si sono dotate di moderni sistemi di allarme».
Qual è il contenuto di questi documenti? Lo ha esplicato Carla Palma, funzionario della soprintendenza archivistica: «Dal regesto che è stato fatto su ciascuna di esse, sappiamo che parliamo di pergamene papali, regali e private. Quelle più interessanti sono proprio queste ultime, perché ci permettono di conoscere la storia del diritto privato e la storia del costume della gente dell’epoca», proprio come ogni documento che è arrivato fino a noi.
Riappropriarsi di queste pergamene ha significato, per monsignor Giovan Battista Picchierri, «capire ciò che hanno fatto coloro che ci hanno preceduto». Le pergamene sono state digitalizzate e sono visibili online sul sito della soprintendenza. Soddisfatto don Nicola Maria Napolitano, responsabile dell’ufficio beni culturali della diocesi di Trani, non solo per la digitalizzazione, che ha reso le pergamene fruibili, ma anche per l'arricchimento documentaristico che esse hanno apportato all'archivio della diocesi.
Federica G. Porcelli














