Mancanza di un idoneo impianto di trattamento delle acque di dilavamento dei piazzali, interessati dai normali cicli di lavorazione, il cui utilizzo richiede precise cautele ed accorgimenti per impedire lo sversamento accidentale in mare di materiale inquinante.
Questa, ed altre contestazioni, sono alla base di un’articolata operazione di sequestro preventivo, disposta dal pubblico ministero della Procura di Trani, Antonio Savasta, al cantiere navale situato al porto, nei pressi del molo Sant’Antuono.
I sigilli sono scattati per: un piazzale in calcestruzzo, di 1380 metri quadrati; una banchina portuale abusiva, in cemento armato, di 15 metri quadri; un manufatto abusivo, costituito in ferro e legno; sette quadri elettrici con basamento in cemento; uno scarico delle acque reflue industriali sprovvisto di autorizzazione.
Il provvedimento, eseguito dai militari dell’Ufficio locale marittimo di Trani, diretti dal capitano Stefano Sarpi, è scaturito a seguito di un’ispezione ambientale e demaniale. All’esito dell’operazione, inoltre, una persona è stata segnalato alla Procura della Repubblica di Trani.
Le ipotesi di reato contestate sono innovazioni non autorizzate in area in concessione, realizzazioni di opere in assenza o difformità del permesso di costruire ed in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, attivazione di scarico non autorizzato.
