Nonostante la costante, crescente incidenza del tumore alla mammella, si registra tuttavia una - sia pur lenta, ma progressiva - diminuzione della mortalità, grazie ad una sempre più corretta informazione sull’importanza della diagnosi precoce, rivelatasi strategicamente determinante e vincente in termini di guaribilità.
Si stima che in Italia sono circa 48.000 annui i nuovi casi di cancro della mammella. L’aumento dell’incidenza del tumore al seno è stata pari ad oltre il 15 per negli ultimi sette anni. In particolare, è stato registrato un incremento, in età compresa tra i 25 e i 50 anni, di circa il 30 per cento. Si tratta di una fascia di età oggi “esclusa” dal programma di screening previsto dal Servizio sanitario nazionale, riservato alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni.
È anche per tali ragioni che la Lega italiana per la lotta contro i tumori, con la “Campagna nastro rosa”, cura e promuove la cultura della prevenzione come metodo di vita, affinché tutte le donne si sottopongano a visite senologiche periodiche, consigliando loro - a partire dai 40 anni di età - di effettuare regolari controlli diagnostici clinico-strumentali.
Di questo, e molto altro, si parlerà oggi, lunedì 9 novembre, a partire dalle 10, presso Palazzo San Giorgio, nella omonima via, nell’ambito del convegno “La donna al centro”, organizzato dalla Lilt di Barletta-Andria-Trani, in collaborazione con la Cesvim academy group ed il patrocinio di Provincia, Comune ed Asl Bt. L’intervento conclusivo sarà di Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lilt.
L’iniziativa ha lo scopo di «sensibilizzare nel nostro territorio – fa sapere il presidente provinciale della Lilt, Michele Ciniero - un numero sempre più ampio di donne sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori alla mammella». Oggi, la guaribilità del cancro del seno si è attestata intorno all’80-85 per cento. Ma il 15-20 per cento delle pazienti che affrontano la malattia non riescono a superarla. Peraltro, il cancro della mammella non è da considerare come una singola malattia, presentando un comportamento biologico e prognosi differenti: identificare correttamente le caratteristiche biomolecolari del tumore apre le porte a nuove possibilità terapeutiche, sempre più appropriate e mirate per il relativo trattamento».

