È stato davvero minimo il risultato determinato dalla convenzione tra Comune e Direzione delle case circondariali di Trani, finalizzata ai lavori di minuto mantenimento a cura dei detenuti del carcere maschile.
L’idea, portata avanti dal sindaco uscente, Gigi Riserbato, nasceva dalla constatazione del fatto che il cantiere comunale è ormai totalmente sprovvisto di dipendenti, gli affidamenti hanno costi elevati e tempi limitati e, pertanto, si doveva pensare a soluzioni alternative che assicurassero la continuità di alcune manutenzioni: pitturazioni di panchine e strisce pedonali; colmatura di buche stradali; lavori di minuta manutenzione in genere.
Ebbene, dopo la definizione di tutti gli atti, la montagna ha partorito il classico topolino: un solo detenuto ha lavorato secondo convenzione, per due giorni la settimana, ma solo alcuni mesi perché, poi ha terminato la pena ed ritornato in libertà.
Un altro detenuto, che si era dato disponibile a lavorare per il Comune, è stato scarcerato prima che l’attività volontaria incominciasse.
A quel punto, tutto si sarebbe fermato anche perché, per queste mansioni, si devono scegliere persone ritenute affidabili sia da punto di vista della costituzione fisica, sia, soprattutto, sotto l’aspetto comportamentale.
In compenso, si sta puntualmente confermando la partecipazione di alcuni reclusi alle operazioni di pulizia delle spiagge, e non solo, da parte di Legambiente.
Fra «Spiagge pulite» e «Puliamo il mondo», il cigno verde attinge sempre a piene mani dalla popolazione carceraria di Trani e, adesso, ci sono richieste anche da parte di altre case circondariali, che hanno ben compreso l’importanza sociale del progetto.
Spiace, quindi, che con il Comune di Trani lo stesso non sia mai decollato. Non sarebbe male tornare a lavorarci, magari modificando eventuali passaggi della convenzione che rendano oggettivamente difficile la collaborazione fra i due soggetti istituzionali.

