Trani tra gli ultimi venti capoluoghi di provincia per vivibilità. Questo quanto emerge dal “Rapporto smart city index 2016” pubblicato nei giorni scorsi dalla società di consulenza EY (Ernst & Young).
La società ha stilato una classifica, nella quale capeggiano principalmente città settentrionali, tenendo conto di diversi fattori ovvero i servizi che una città offre, per un totale di 470 coefficienti.
Trani si classifica tra le ultime venti città, e in particolare al 106eesimo posto, perdendo ben diciotto posizioni rispetto al 2014, quando si piazzò 88esima, perché presenta carenze, secondo il report, nei seguenti ambiti: infrastrutture e reti (telecomunicazioni, trasporti, energia ed ambiente); sensoristica; applicazione e servizi; vivibilità.
In particolare, la nostra città è indietro per la fruizione di servizi quali banda larga, wi-fi urbano, infrastrutture per la scuola come Lim e computer; mobilità pubblica, elettrica e ciclabile, quindi colonnine, piste ciclabili, bike sharing; mobilità privata quindi parcheggi; energia (teleriscaldamento, energie rinnovabili, illuminazione pubblica) ed ambiente (rete idrica, rete fognaria e rifiuti).
Non solo, nella cosiddetta “fascia rossa” emergono dati negativi per quanto riguarda la sensoristica, all’interno della quale ci sono la rete stradale quindi i rilevatori del traffico, i parcheggi, i semafori intelligenti; illuminazione pubblica; il controllo delle condizioni dell’ambiente; la sicurezza negli edifici e la videosorveglianza nelle aree pubbliche.
Nella stessa fascia emergono dati assolutamente non confortanti per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione energetica, la disponibilità di spazi pubblici, la fruizione di servizi culturali; la sanità.
Niente di nuovo per noi: di questi problemi scriviamo tutti i giorni.
Federica G. Porcelli
