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VIDEO. Trani contro le mafie e per il teatro: questa sera, con «Novantadue», Pierluigi Corallo torna in scena nel «suo» Impero

A ventiquattro anni dalla strage di via d’Amelio, per la prima volta le figure di dei due giudici simbolo della lotta alla mafia vanno in scena anche a Trani con lo spettacolo teatrale «Novantadue. Falcone e Borsellino, 20 anni dopo», proposto dalla compagnia Bam teatro oggi, lunedì 21 marzo, alle 21, al teatro Impero. Ne è autore Claudio Fava, figlio di Pippo Fava, giornalista d’inchiesta vittima della mafia. Allestimento e regia sono di Marcello Cotugno e, fra gli attori in palcoscenico, il tranese Pierluigi Corallo, che torna a recitare nella sua città natale a distanza di ventuno anni dall’ultima rappresentazione, quando muoveva i primi passi diretto da Mario Francavilla.

Con lui, sul palco, anche Filippo Dini e Giovanni Moschella. Filippo Dini sarà Giovanni Falcone, Giovanni Moschella sarà Paolo Borsellino. Pierluigi Corallo interpreterà tutti i volti del male. «Lo spettacolo ha debuttato il 19 luglio 2012 a Montepulciano – fa sapere Corallo -. Nel primo allestimento interpretavo Borsellino. Sarebbe stata subito un’esperienza bellissima, che ha coinvolto tutti perché sentivamo di fare qualcosa che è sempre attuale. Quelle vicende, oltre che mai spiegate fino in fondo, hanno avuto e hanno tuttora ripercussioni sulla nostra vita quotidiana. Attualità? come diceva il mio maestro Luca Ronconi, “più che essere attuale il tema, siamo noi che non abbiamo ancora risolto il problema”».

Alla ripresa dello spettacolo, Corallo non vi ha preso parte per altri, concomitanti impegni teatrali (“6Bianca”, di Stephen Amidon), così è stata realizzata una nuova distribuzione. «Quando ho saputo dalla produzione Bam Teatro che era possibile rientrare – rivela l’attore - sono stato contentissimo, tanto perché credo tanto in questo spettacolo. Il ruolo che interpreterò questa volta è il terzo personaggio della vicenda. In un solo ruolo ci sono le varie facce delle società, dal pavido burocrate al piccolo mafioso, dallo stragista al pentito. Una bella sfida che non poteva non intrigarmi, vista la mia vocazione ai cambi di voce». Infatti, Corallo è abitualmente ospite di Lillo e Greg nella loro  fortunata trasmissione radiofonica “610”, imitando mirabilmente, fra gli altri, Michele placido ed Alessandro Haber.

Dicevamo di Corallo e Trani. «Ho iniziato con la Compagnia del teatro umoristico di Mario Francavilla a sedici anni – ricorda -. Quindi devo a lui la scoperta del teatro. Il 26 maggio del 1993 mettemmo in scena "Don Raffaele 'O trumbone", di Peppino De Filippo. La compagnia montava anche la scena al mattino e la sera recitava al teatro Impero. Io portavo questo armadio che mi impediva la visuale e non sapevo che stessi entrando sul palcoscenico vuoto. Quando posai  l'armadio, mi accorsi di essere sul palcoscenico, vidi tutte le poltrone vuote ed ebbi la sensazione che quel luogo avrebbe segnato la mia vita: una meravigliosa premonizione».

Corallo avrebbe recitato all’Impero altre tre volte, sempre in quegli anni poi lì mai più. «Avevo quasi 17 anni e feci l'abbonamento alla Stagione teatrale. Fra gli spettacoli, vidi “Le relazioni pericolose”, un collage di testi ideato dalla compagnia Diaghilev, di Walter Pagliaro, con Roberto Herlitzka. Vedendolo recitare pensai: “Voglio diventare come quell'attore lì. A qualsiasi costo”. E dopo avere ampiamente realizzato in mio sogno, protagonista al Piccolo teatro con Luca Ronconi, al Teatro Argentina di Roma con Massimo Castri, dopo avere fatto televisione, cinema e radio, ho finalmente incontrato quel misterioso attore in scena. Sono stato infatti in scena, fino a domenica scorsa, al Teatro Biondo di Palermo, con “Minetti”, di Thomas Bernhard, con il grande Roberto Herlitzka».


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