Un incontro pubblico previsto oggi, mercoledì 30 marzo, alle 15.30, all’Hotel Trani, rappresenta la prima manifestazione ufficiale sul caso dell’ipotizzato centro commerciale a Trani. Ad organizzarlo, l’associazione di categoria Unimpresa, da cui è già sorto un “comitato spontaneo” quale riferimento di una serie di attività del luogo che si sentirebbero particolarmente danneggiate dall’avvento di un “colosso” che andrebbe a pescare proprio nella loro clientela, sia all’ingrosso, sia al dettaglio, «con gli esiti nefasti dell’impatto che questo tipo di strutture ha già avuto nelle aree ove si sono già insediate, anche in Puglia», pone in risalto Savino Montaruli, direttore di Unimpresa.
Lo stesso Montaruli, entrando nel merito del progetto presentato a Trani, afferma che, «in seguito all’emanazione del Codice regionale del commercio, la Regione provvede alla sua attuazione con uno o più provvedimenti attuativi che ancora non sono stati emanati. E questi definiscono, tra l’altro: i requisiti e le procedure per l’insediamento di medie e grandi strutture di vendita; gli obiettivi di presenza e sviluppo per le grandi strutture di vendita; le modalità di verifica dell’influenza sovracomunale delle previsioni relative a grandi strutture di interesse locale, medie strutture di vendita di tipo M3. E la stessa Regione Puglia definisce, attraverso appositi provvedimenti, direttive ed indicazioni ai comuni per la redazione degli strumenti comunali di programmazione ed incentivazione delle diverse tipologie di attività commerciali».
Sempre secondo Montaruli, «il Documento strategico del commercio richiede un’analisi dello stato del commercio costituita, almeno, da una quantificazione del fenomeno commerciale comprendente gli esercizi di vicinato suddivisi per settore merceologico, localizzazione e classificazione di ciascuna media e grande struttura esistente, consistenza dei mercati, mappatura delle possibilità di insediamento di strutture commerciali. Inoltre, nel merito della pianificazione territoriale ed urbanistica degli insediamenti commerciali, i comuni individuano le aree idonee all’insediamento di strutture commerciali attraverso i propri strumenti urbanistici, con particolare riferimento al dimensionamento della funzione commerciale nelle diverse articolazioni previste. L’insediamento di grandi e medie strutture di vendita, di tipo M3, è consentito solo in aree idonee sotto il profilo urbanistico ed oggetto di piani urbanistici attuativi anche al fine di prevedere le opere di mitigazione ambientale, miglioramento dell’accessibilità e/o di riduzione dell’impatto socio economico, ritenute necessarie».
In altre parole, a detta di Unimpresa, il Comune di Trani, «ha un lavoraccio da fare in via preliminare? Dove pensano di trovare tutte le risorse, anche economiche, per far fronte a tutti questi adempimenti rifacendo da zero i propri piani del commercio, ove esistenti, cioè quasi da nessuna parte? Ma davvero qualcuno pensa di poter partire dalla coda, invece che dalla testa? La situazione – conclude Montaruli - non è difficile, è drammatica. Altro che facili e puerili entusiasmi».

