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Bricoman a Trani, dirigenti divergenti: parere favorevole di Stasi, prudenza di Di Bari

Chi la vede in un modo, chi in un altro. Tuttavia, se il dirigente che approvava il progetto non è più in servizio ed il suo successore, al contrario, ci riflette, va da sé che il progetto Bricoman a Trani, dal punto di vista preliminarmente urbanistico, abbia subito un’invitabile frenata.

Per la cronaca, il progetto di nuova perimetrazione del comparto è stato redatto dallo studio Fuzio, che è lo stesso che ha progettato il Piano urbanistico generale e, attualmente, si sta anche occupando del suo adeguamento al Piano territoriale paesaggistico regionale. Sulla proposta di deliberazione portata in consiglio comunale lo scorso 13 febbraio, poi ritirata, il dirigente uscente dell'Area urbanistica, Michele Stasi, aveva rilasciato parere favorevole confermando che «onde evitare l'eventuale disparità di trattamento tra i proprietari delle aree originariamente comprese del comparto», vi sarebbe stato «l'obbligo di monetizzare la quota parte di oneri necessari per la realizzazione della bretella».

Tuttavia, con l'insediamento del nuovo dirigente del settore, Gianrodolfo Di Bari, e del collaboratore del sindaco nell'Ufficio staff, Giovanni Tondolo, l'orientamento sulla materia sembra sia cambiato, presupponendo un difetto di interesse pubblico nel chiamarsi fuori del comparto. La Promocentro sta cercando in tutti i modi di chiarire che non si sarà in presenza di alcuna difformità urbanistica rispetto al progetto da realizzarsi nei restanti 40.000 metri quadrati e che, soprattutto a conferma della volontà della società di perseguire l'interesse pubblico, la realizzazione della rotatoria a suo carico rappresenta un evidente vantaggio per la collettività, anche e soprattutto in termini di sicurezza della circolazione e, di conseguenza, della pubblica incolumità.

Se l’investimento dovesse pienamente realizzarsi, sfiorerebbe i 15 milioni di euro e dovrebbe garantire ricadute occupazionali dirette, con almeno cento posti di lavoro a tempo indeterminato, una buona percentuale dei quali destinati a manodopera locale, ed indirette attraverso l’indotto, a cominciare da alcune attività minori che si realizzerebbero nell’area prescelta. 


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