«Questa ricapitalizzazione dell'Amiu è una presa in giro, una manovra che ci appare sospetta». È questo il concetto che emerge dalla conferenza stampa indetta da Emanuele Tomasicchio, che ha voluto punto per punto spiegare i motivi della presunta illegittimità della delibera di ricapitalizzazione approvata nell'aula di Palazzo Palmieri, come già denunciato in consiglio comunale. «Un mostro giuridico di tale bruttura – è, secondo il consigliere di opposizione – un modo per coprire una sorpresa barese in arrivo».
«Questa delibera finirà nelle aule giudiziarie - assicura il consigliere -. Se anche le altre forze di opposizione vorranno tentare di ripristinare un minimo di legittimità, ben venga, diversamente io sono abituato ad andare avanti da solo e andrò avanti anche da solo».
Ed ecco le irregolarità che secondo Tomasicchio emergono da questa delibera.
Innanzitutto, la delibera della ricapitalizzazione è fondata su una perizia dell’ingegnere del Comune Giuseppe Affatato, invece, secondo l’articolo 2343 bis del codice civile, la valutazione deve essere fatta da un perito nominato dal presidente del tribunale (cosa che è stata fatta notare anche dalla corte dei conti). Perito che, tra l’altro, non ha valutato la ricicleria entrandovi, ma semplicemente guardandola dall’esterno, in quanto l'area nella quale si trova è sottoposta a sequestro. «La ricicleria – fa inoltre rilevare Tomasicchio – ha al suo interno dei macchinari obsolescenti che non funzionano almeno da cinque anni. Quindi, come si fa a valutare la ricicleria 3 milioni di euro? Inoltre nella perizia si afferma che il suolo sulla quale essa si erge è agricolo, eppure l’ingegnere del Comune l’ha valutata come se facesse parte di una zona industriale».
La delibera è fondata sull’esistenza e vigenza dell’asseverazione dei revisori dei conti, documento che invece non c’è: «È una dichiarazione che non risponde al vero» incalza l’ex candidato sindaco.
Il Comune, inoltre, «si trova in gestione provvisoria, perché non ha ancora approvato il bilancio, e quando un Ente opera in bilancio provvisorio le ricapitalizzazioni di società sono vietate».
E secondo l’art. 3 bis del decreto legislativo 138/2011 saranno gli Aro (Ambito di raccolta ottimale), degli organismi sovracomunali, ad occuparsi della gestione dei servizi urbani. In sostanza, secondo Tomasicchio, con questa «manovra, si cancellano i debiti con l’Amiu, si regala la ricicleria, si regala l’isola ecologica: se già so che dall’anno prossimo non si potrà più decidere niente in materia di appalto dei servizi urbani, perché ho tanta fretta di deliberare questo mostro giuridico?».
In un consiglio comunale, tra l'altro, «convocato illegittimamente, perché ha violato le prerogative e i diritti dei consiglieri secondo i quali la convocazione andava consegnata tre giorni prima».
Federica G. Porcelli

