Con l'accusa di rissa insieme con una quarta persona, la cui posizione è tuttora al vaglio dell’ufficio di Trani, la Procura per i minori di Bari ha chiuso le indagini sulla tragedia del 20 settembre scorso in cui perse la vita il 34enne tranese Biagio Zanni.
Il provvedimento di chiusura dell'inchiesta è stato notificato a tre ragazzi minorenni di Trani, due dei quali fratelli ed uno dei quali - nel frattempo - diventato maggiorenne.
Il quarto indagato, Gianluca Napoletano, maggiorenne già all'epoca dell'omicidio Zanni, è invece tuttora oggetto di valutazioni da parte del titolare dell'inchiesta di Trani, Marcello Catalano, anche sulla base di una serie di approfondimenti legati ai tempi di attesa che Zanni dovete trascorrere al Pronto soccorso di Trani, prima del trasferimento ad Andria dove fu operato invano, nella notte fra quei sabato e domenica, perdendo la vita la mattina seguente.
Come è noto, ad uno dei due fratelli - il minorenne - viene imputato di avere utilizzato il coltello che inflisse le ferite mortali a Zanni, ma a tutto il quartetto di avere aggredito violentemente la vittima, che era intervenuta in una discussione tra quel gruppo ed un suo amico, nata dopo una parola fuori posto e sviluppatasi sul porto di Trani nella zona compresa tra via Zanardelli e piazza Quercia.
I difensori dei tre minorenni hanno venti giorni per presentare al pubblico ministero del Tribunale dei minori, Carla Spagnuolo, la richiesta di un supplemento di indagini, l'interrogatorio o depositare memorie e documenti.
A Trani, invece sì attendono sviluppi sull'inchiesta che riguarda Napoletano, primo degli arrestati e poi passato dal carcere ai domiciliari. Gli si contesta di avere utilizzato il gesso che portava al braccio come arma contundente per colpire Zanni, ma l'ipotesi accusatoria è stata successivamente riqualificata da concorso in omicidio a reato diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti.
(fonte, La Gazzetta del mezzogiorno)


