Dopo i consensi ottenuti a Trani, città in cui aveva ambientato i due precedenti libri (i thriller/horror La follia omicida di una donna fantasma e Aranuthon, la genesi del male, lo scrittore Domenico Valente presenta anche a Corato il suo ultimo lavoro Il mio Inferno di Dante, libera interpretazione romanzata della prima Cantica della Commedia, audace e più che mai riuscita trascrizione dell’Inferno dantesco, dallo stile moderno, scorrevole e di facile comprensione, che si fregia dell’autorevole firma della Società Editrice Dante Alighieri, fondata a Roma nel 1895, che da oltre un secolo si occupa di testi scolastici, riviste, collane editoriali e della pubblicazione del Rocci, diffuso dizionario di greco-italiano.
Arricchito dai commenti del prof. Filippo Ungaro e dalle illustrazioni di Francesco Porcelli, il volume, parte integrante della collana editoriale Camminando con Dante, sarà presentato sabato 21 maggio 2016 alle ore 18,00 presso il Museo della Città e del Territorio di Corato. All’evento, che si avvale del contributo del C.i.c.r.e.s. di Corato e dell’associazione culturale Arsensum di Trani, interverranno Massimo Mazzilli, sindaco della città di Corato, Franco Vangi (latinista e dantista), Giuseppina Grilli e l’attrice Barbara Palumbo.
“Il mio” Inferno di Dante è una personale parafrasi dell’Inferno dantesco, arricchita dalla descrizione di foschi paesaggi infernali, ove Dante abbia omesso di farlo. Ha in sé una più attuale e dettagliata descrizione delle creature maligne, quando necessario. È un’opera che concede più spazio agli stati d’animo, ai sentimenti e alle introspezioni di Dante, nello scoprire le suggestive pene che nell’Inferno si espiano. Possiede un incipit che introduce il lettore ad una conoscenza più umana e terrena dell’Alighieri, ipotizzando eventi che avrebbero potuto spingerlo a compiere il fantomatico viaggio nella sconfinata dimensione ultraterrena.
Ne Il mio Inferno di Dante emerge tutta l’audacia di Domenico Valente, il quale, nel confrontarsi col capolavoro del ‘300 con garbata irriverenza, accoglie la sfida di far avvicinare i più giovani e i più scettici alla lettura della prima Cantica della Divina Commedia, con uno stile più fresco e attuale, utile per lo studio ma anche per lo svago.
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