«Gli elementi negativi legati alla cronistoria della discarica, unitamente al quadro tecnico che delinea le numerose inefficienze gestionali, carenze impiantistiche, errori progettuali e localizzativi della discarica, delineano un quadro palesemente critico dagli impatti sulle popolazioni locali». Si aprono così le conclusioni della relazione tecnica del geologo Francesco Bartucci, allegata alla mozione con cui quattro consiglieri di minoranza chiederanno all’assemblea, lunedì prossimo, di votare la chiusura definitiva dell’impianto di contrada Puro vecchio.
Secondo il professionista, «ad oggi non è mai stata eseguita un'analisi sanitaria avente come scopo lo studio delle incidenze di eventuali patologie sulle popolazioni esposte nelle aree contermini, come insediamenti industriali ed attività agricole, e nei centri abitati più vicini. La localizzazione della discarica rappresenta una scelta improvvida e sconsiderata – afferma Bartucci -, che non ha tenuto conto del principio della inadeguatezza del contesto geologico ed idrogeologico dell'area. Tuttora la discarica è concepita secondo una visione ottusa ed anacronistica della gestione dei rifiuti – analizza il geologo tranese -, che non ritiene necessario il recupero dei materiali post consumo e della frazione organica, e rappresenta una pericolosa sorgente di sostanze contaminanti sulle matrici ambientali».
Il dottor Bartucci si dichiara per nulla convinto anche degli interventi pianificati, alcuni dei quali già regolarmente finanziati: «I previsti lavori del piano di messa in sicurezza d'emergenza – scrive il professionista - rischiano di essere oltre modo costosi ed inefficaci, perché basati su un piano di caratterizzazione ed un modello concettuale del sito complesso ed incerto- Pertanto - secondo Bartucci - si deve compiere un importante e definitivo passo verso la definitiva chiusura della discarica per tutti e tre lotti esistenti, considerato che la realizzazione di ulteriori altri lotti di ampliamento, in un quadro ambientale di siffatte criticità, rappresenterebbe una scelta politica gestionale scellerata e nociva, anche sotto l'aspetto degli impatti sanitari sulle vicine popolazioni».

