Sarà così: i “politici esperti” dicono che la diffida è fisiologica. Allora non promettete. Oggi (ieri, ndr) è stata notificata, sicuramente a tutti nella stessa data, ai consiglieri comunali la diffida del Prefetto all’approvazione del rendiconto di gestione 2015 e del bilancio di previsione 2016 entro venti giorni, pena lo scioglimento del consiglio comunale. Sicuramente tutti diranno che in venti giorni «c’è tutto il tempo per studiarsi le carte» e chissà poi sentiremo in consiglio comunale discorsi del tipo: «Non ho avuto tempo di leggere le carte ma dobbiamo dare un voto politico, la coscienza lo impone».
Sicuramente l’ormai contraddistinta “urgenza” di questa amministrazione ci imporrà la solita corsa allo studio delle carte nel limite delle nostre possibilità (per gli “esperti” sarà più facile), a riunioni di commissioni serrate e quindi al rischio di tralasciare qualcosa, oltre che al sentirci dire dai cittadini che corriamo dietro al gettone di presenza. Sarà che non è possibile per gli “esperti”, ma sarebbe stato più serio ricevere le carte non in tempi stretti ancora una volta, per poter meglio approfondire e, così come dicono loro, chissà anche “condividere” e proporre (ad oggi la documentazione del bilancio di previsione non è stata ancora recapitata così come previsto, nei venti giorni precedenti il consiglio comunale).
La verità è che sono solo parole e noi, cosi come a qualcuno piace definirci, “neofiti della politica” come fosse un’offesa, ma lo è per loro forse, possiamo solo prendere atto che nulla è cambiato. Ci auguriamo almeno che nel bilancio, così come promesso in occasione del riaccertamento dei residui ad agosto scorso dal sindaco che dichiarò - «mi pongo come prioritario obiettivo quello di riportare tutte le imposte aumentate dal commissario ad un regime di assoluta normalità» - ciò avvenga.
Aldo Procacci – Trani a capo
