«Un paese si percepisce bello non soltanto perché dotato di antichi patrimoni ereditati dal passato, da sfruttare parassitariamente come pozzi petroliferi nella logica della rendita di posizione, ma perché decide strategicamente di puntare su fattori finora ritenuti inusuali o non fruttiferi come la cura dei beni comuni, la manutenzione dei paesaggi e della qualità urbana, il benessere e la felicità dei cittadini». Con queste parole Federico Massimo Ceschin, veneziano di nascita ma pugliese d’adozione ci introduce al suo ultimo lavoro dedicato al turismo e alla cultura nel nostro Paese e come queste tematiche vengono percepite e divulgate.
Già autore di saggi sui temi dello sviluppo turistico sostenibile e degli Itinerari Culturali con la statunitense “World water engineering society”, Ceschin è anche vicepresidente dell’Associazione europea delle vie francigene con particolare attenzione per il percorso della Via Francigena del Sud, da Roma ai porti pugliesi, punti d’imbarco per Gerusalemme. Secondo Ceschin, «appare inevitabile e urgente contribuire ad affermare una nuova “economia della bellezza”, capace di affondare le proprie radici nel concetto di ecologia profonda, attraverso nuove tecnologie e ‘approcci social di pensiero collettivo».
Oggi, venerdi 3 giugno, alle 19.30 sarà ospite della Biblioteca di Babele di Trani. L’incontro si terrà presso il Punto Iat, in piazza Trieste 8 a Trani. Dialogherà con l’autore Francesca Bartucci. L’ingresso è libero.
Rosangela Cito
