Ancora nulla di ufficiale sotto il profilo dirigenziale, ma i colloqui continuano serrati per il presidente Luciano Savi. Da quanto si apprende ci sarebbe gente interessata all'ingresso in società, ma per ora nessuno vuole sbilanciarsi. Più che sotto il profilo dirigenziale e societario, la preoccupazione maggiore da parte del massimo dirigente biancoazzurro deriva soprattutto dalle condizioni pessime dal terreno di gioco del Comunale.
"Per ora di ufficiale sotto il profilo di ingressi societari non c'è niente - dice Savi intervistato telefonicamente-. Sto continuando ad incontrare vari gruppi del tessuto imprenditoriale. Ieri ho avuto un incontro con un gruppo di tifosi per chiarire alcuni punti della situazione. Di certo, un campionato di eccellenza per centrare i playoff non è semplice se affrontato da solo. Il mio scopo è riunire tre o quattro imprenditori. L'ingresso di Danilo Dammacco in società? Non lo escludo, mi sono visto con lui come mi sono visto con altri. Quando parli di Trani tutti sono entusiasti. Ma, ripeto, per ora non c'è nulla di ufficiale.
Comunque se si dovesse partire con un progetto serio lui potrebbe essere dei nostri. Questi sono giorni fondamentali per capire un po' tutto. Verso il 25 giugno si dovrebbe sapere qualcosa in più; tanti hanno dato la disponibilità a venire a Trani, giocatori e tecnici. Adesso, però, c'è da affrontare il problema che riguarda lo Stadio di Trani che versa in condizioni pessime. La centralina che comanda gli irrigatori è stata riparata un paio di mesi fa. Il problema adesso sono proprio gli irrigatori. Abbiamo inoltrato una richiesta al Comune per poterli riparare noi e successivamente richiedere il rimborso, ma stiamo aspettando una risposta. Il problema è che per rimettere in sesto il terreno di gioco in maniera accettabile bisogna attendere mesi migliori, stante il caldo. Purtroppo questa cosa non è positiva per chi volesse avvicinarsi a questa società. Non vi nascondo che qualche perplessità qualcuno dei miei contatti l'ha manifestata, perché stare senza stadio non è una bella cosa per chi volesse investire in questa società. Aspetteremo che la burocrazia faccia il suo corso. Certo se poi tutto dovesse saltare a livello di progetti societari perché non si avrà un terreno di gioco degno di tal nome, la responsabilità non sarà di certo la mia".
