Si terrà lunedì prossimo, 20 giugno, il processo per direttissima dei quattro giovani arrestati domanica dai carabinieri della Compagnia di Trani, all'esito della rissa verificatasi in via Statuti Marittimi, nella porzione compresa fra l’ingresso secondario della villa comunale e piazza Tiepolo.
Peraltro, nella giornata di ieri, su decisione del Tribunale, i tre soggetti sottoposti alla misura cautelare in carcere, tutti di Trani, sono passati agli arresti domiciliari: si tratta di L.T (23 anni) e L.M. (31), entrambi difesi dagli avvocati Claudio Papagno e Vincenzo Desiderio, e D.C. (28), difeso dagli avvocati Palo Tortosa e Gianluca Giorgio. Ai domiciliari si trovava già il quarto arrestato, G.V. (25), di Cerignola, difeso dall'avvocato Gerardo Minerva, di Canosa di Puglia.
Per tutti il sostituto procuratore della Repubblica titolare dell’inchiesta, Marcello Catalano, ipotizza i reati di rissa, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate.
In particolare, uno dei quattro soggetti, il 31enne, secondo quanto si è appreso nelle ultime ore, avrebbe tentato di aggredire con un'arma impropria uno dei carabinieri intervenuti per sedare la rissa: infatti, dopo averlo minacciato gridando una frase del tipo “prendo il ferro e ti ammazzo”, avrebbe sradicato il tergicristallo di un'auto in sosta colpendo violentemente il maresciallo dell'Arma che aveva davanti a sé, provocandogli di una lesione all'altezza della giugulare, come da referto medico a sostegno degli atti d’indagine.
Dalla ricostruzione dell’episodio, nati da un telefonino conteso, sembra che i tranesi stessero sovrastando e picchiando il giovane di Cerignola e che gli stessi, all'esito dei controlli, siano risultati in uno stato di chiara alterazione psicofisica dovuta ad una possibile, smodata assunzione di alcolici.

