Avviando la discussione sul primo Documento unico di programmazione nella storia di Trani, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Raimondo Lima, ha lamentato «il dimezzamento dell’investimento sulla videosorveglianza e troppe voci sulle scuole pari a zero. Inoltre, Lima ha chiesto lumi sui contratti di locazione presso ex Pizzeria da Felice e ristorante nella chiesa sconsacrata di Sant’Antuono.
A detta di Aldo Procacci, «il Dup è solo un mero adempimento amministrativo, finanche tardivo». Il capogruppo di Trani a capo aveva anche posto, invano, la pregiudiziale per il rinvio del provvedimento causa assenza del parere della commissione consiliare.
E Tomasicchio, preannunciando il voto contrario, ha chiesto «come sia stato possibile determinare le tariffe della Tari senza contratto di servizio ed altri presupposti di legge. È un’acrobazia contabile che, giuridicamente, è pesantemente illegittima».
Nessuna relazione dell’assessore («data per letta»), né repliche, né dichiarazioni di voto da parte della maggioranza, che ha fulmineamente approvato il provvedimento (quaranta minuti, pregiudiziali comprese) con 19 voti favorevoli, 7 contrari e 7 assenti.
