Per quanto rammaricati, abbiamo deciso di non partecipare al bando per la gestione dell’ufficio informazione ed accoglienza turistica di Trani. Siamo impegnati ormai da fine marzo e lo saremo fino ad agosto, nella gestione temporanea e a titolo di volontariato del punto Iat che abbiamo organizzato e aperto per la prima volta in pianta stabile. Un impegno ed un sacrificio enorme, al quale stiamo dando seguito non senza difficoltà, unicamente perchè consapevoli di quanto sia importante e fondamentale questo per la nostra città.
Come appena detto, tuttavia, non parteciperemo alla gara pubblicata su Empulia, pur avendo i requisiti richiesti. Il bando è palesemente formulato per una gestione imprenditoriale dei servizi di informazione e rimetterà alle capacità dei futuri gestori la possibilità di sostenersi e quindi garantire l’attività di informazione al turista. Il bando è complesso e i vincoli sono tanti e gravosi. Ma in buona sostanza, chi gestirà lo Iat dovrà mantenersi con i proventi derivanti dal fitto della sala adiacente (importo che è stato fissato nella somma di 300 euro giornalieri, per un totale di incassi presunti in 39.000 euro in 5 anni) e/o dalla vendita di prodotti tipici, souvenir, libri e servizi attinenti alla gestione turistica del punto informativo.
La linea scelta per l'affidamento è ovviamente legittima, e se vogliamo, in accordo con l'idea attuale delle amministrazioni, di spronare iniziative che alleggeriscano gli impegni economici del pubblico, utilizzando l'efficienza, la capacità e la rapidità di azione dei privati, dei consorzi e delle associazioni. Il vero problema consiste nel fatto che, a nostro avviso, in questo caso, vi sia l’impossibilità concreta di svolgere serenamente tutte le attività commerciali indicate a supporto della gestione dal bando, poiché di fatto, i locali sono sprovvisti dei servizi igienici.
Questo impedisce, sempre secondo il nostro parere, il corretto svolgimento di attività imprenditoriali (e non marginali, perchè altrimenti non si capisce come ci si possa sostentare) basate sull’intrattenimento di persone (convegni, work shop, incontri) riducendo quindi di molto la possibilità di introitare risorse. Anche la vendita di prodotti e la degustazione enogastronomica (più volte richiamata nel bando), riteniamo non possa essere effettuata in modo professionale per lo stesso motivo. Di fatto i servizi igienici concessi in uso, attualmente presenti al II piano dello stabile, possono a malapena coprire le necessità degli operatori o, come nel nostro caso, dei volontari impegnati. Tuttavia non possono essere aperti al pubblico e garantire quanto le norme igienico/sanitarie prevedono nelle attività commerciali. Abbiamo fatto presente la situazione e mostrato le nostre perplessità a chi di competenza, invano. Evidentemente, per adesso, tali perplessità restano solo nostre ma bastano a minare la nostra serenità per il futuro, volendo agire, come di consueto, nel rispetto delle norme e delle regole.
Questo, sostanzialmente, il motivo che ci ha indotto a desistere dal partecipare alla gara, supportati anche dal parere dell'Unpli regionale. Ad ogni modo, sarà nostro impegno vigilare, per evitare che chi vincerà il bando, allettato dalla bellezza e dal punto strategico dei locali, non si lasci prendere la mano, realizzando tutto tranne che un infopoint funzionale ed imparziale, in barba a "dettagli" che per noi sono talmente importanti da averci fatto desistere.
Comunque certi della correttezza di tutti, ci auguriamo che questo servizio continui ad essere erogato e che il nuovo gestore prosegua quanto da noi avviato con passione e determinazione.
Il Presidente della Turenum Pro Loco Trani a nome del direttivo e dei soci - Angelo Avveniente
