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Sedi giudiziarie e personale del Tribunale di Trani, i sindacati incontrano il ministro Orlando

«Nuovi concorsi per gli uffici giudiziari, dopo le ormai concluse procedure di mobilità intercompartimentale. La riqualificazione professionale, per la quale partirà il 1° luglio il tavolo negoziale, sarà rivolta a tutto il personale giudiziario con i passaggi previsti dalla Legge Brunetta. Per l’edilizia giudiziaria di Trani, c’è la massima attenzione ed un lavoro in sincronia con il sindaco ».

Lo ha detto il Ministro della giustizia, Andrea Orlando, a Trani prima di partecipare come ospite a Digithon, a margine di una visita al Tribunale, incontrando i rappresentanti del settore giustizia di funzione pubblica Cgil, Cisl Fp, Uilpa, ConfsalUnsa e Federazione Intesa che non hanno mancato di sottoporre al guardasigilli le annose problematiche, più volte denunciate anche alla stampa, che riguardano il personale giudiziario e le condizioni degli immobili in cui hanno sede alcuni uffici a Trani.

Nell’occasione, le organizzazioni sindacali hanno anche consegnato una lettera al Ministro per spiegare la situazione tranese e per chiedere un necessario ed urgente incremento di personale. «Anche a Trani – scrivono Massimo Marcone e Felicita Carabellese della Fp Cgil, Angelo De Gennaro della Uil, Antonio Maldera della ConfsalUnsa e Annarita Barile dell’Intesa – la giustizia ha bisogno di più personale. Difatti, alla carenza di personale pari a 9000 unità a livello nazionale gli uffici giudiziari di Trani, con le attuali piante organiche, patiscono una carenza di 21 unità, il 10 per cento della dotazione, per alcune figure professionali si arriva anche al 30 per cento di scopertura. Nello specifico mancano 12 unità al tribunale di Trani, 8 agli Uffici Nep e 4 alla Procura della Repubblica ed in più andrebbero ridisegnate le piante organiche dell’ufficio del Giudice di Pace alla luce degli accorpamenti del 2014».

«È necessario – si legge ancora nella missiva – e non più procrastinabile dare risposte ai 2500 precari della giustizia, utilizzati inizialmente come soluzione tampone per tappare le voragini degli organici; lavoratori in tirocinio formativo a 400 euro al mese da oltre cinque anni. In più, non basta la mobilità del personale di altri enti ma ci vogliono nuovi concorsi e nuove assunzioni, in cui si potranno valorizzare i percorsi formativi degli stessi precari.  Prima ancora, vanno ricercate soluzioni alla riqualificazione di tutto il personale giudiziario, unico personale ministeriale a non aver mai ottenuto il riconoscimento professionale giuridico che, invece, coloro che transitano da altre amministrazioni hanno ottenuto in più soluzioni. Si crea così, di fatto, un cortocircuito tra il personale interno  ed il personale transitato da altre amministrazioni totalmente privo del knowhow ma con qualifiche superiori, a tal proposito ci auguriamo che la riunione del prossimo 1° luglio chiarisca le reali intenzioni dell’amministrazione con una proposta concreta che arrivi alle organizzazioni sindacali in tempo utile per discuterla».

All’attenzione del Ministro anche la questione dell’edilizia giudiziaria a Trani: «È fondamentale – scrivono – che il Ministero finanzi il completamento della ristrutturazione del Palazzo Carcano, già oggetto di finanziamento ministeriale al Comune di Trani per l’importo di € 4.500.000 e di Palazzo Gadaleta, attualmente utilizzato per un terzo della superficie complessiva. Lo stesso avrebbe costi irrisori per la completa fruizione nell’immediato. Tra l’altro, dette ristrutturazioni consentirebbero l’eliminazione dei fitti passivi, attualmente versati per l’utilizzo di due immobili di proprietà privata, e garantirebbero le condizioni minime di salute e sicurezza sul lavoro anche negli altri palazzi in cui si amministra la giustizia, ingolfati per effetto dell’accorpamento delle sezioni distaccate di Tribunale e degli uffici del Giudice di Pace, che insistevano in comuni molto popolosi (per es. Andria e Barletta hanno una popolazione di circa 100 mila abitanti ciascuna, rispetto a Trani che conta 50 mila abitanti circa). È da rimarcare che attualmente gli uffici giudiziari sono ubicati in immobili privi di ogni minima condizione di sicurezza e privi della certificazione di agibilità e prevenzione incendi».

La lettera dei rappresentanti sindacali si conclude con la disponibilità da parte degli stessi di partecipare ad un incontro presso il Ministero per chiarire meglio ogni questione «certi della Sua sensibilità – aggiungono Marcone, Carabellese, De Gennaro, Maldera e Barile – sui temi che occupano il personale amministrativo del Ministero della Giustizia».

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