I lavori di posa in opera della fibra ottica possono rappresentare la “dead line” oltre la quale nessuno più metterà mano sulle strade? Infatti, il problema non è solo ripararle, ma, poi creare un determinato lasso di tempo durante il quale nessuno più vi scava. Sara questo, dunque, il momento in cui dire “stop” a tutti, tranne che per eventuali sopravvenute ed improrogabili emergenze? Oppure bisogna, di volta in volta, prendere atto delle esigenze di qualsiasi tipo di società che avrà bisogno di interrare qualcosa?
«Non credo vi sarà alcuna dead line – risponde l’assessore alle opere pubbliche, Giovanni Capone -, anche perché ci sono una serie di infrastrutturazioni che mancano ancora in città, a cominciare dalla fogna bianca. In ogni caso, il problema è molto serio e, purtroppo, è stato del tutto trascurato negli anni».
Quale, allora, il progetto che l’amministrazione comunale ha in serbo? «La cosa su cui mi sto impegnando e cui darò priorità – risponde Capone - è realizzare uno strumento di governo di tutti gli interventi sulle strade, un catasto delle strade. In altre parole – spiega l’assessore -, uno strumento digitale di rilevamento di tutto ciò che vi è sui tracciati stradali e di tutto ciò che si andrà a fare e programmare. Solo in questo modo gli interventi potranno essere governati, anche e soprattutto nell'incidenza che avranno sulla qualità del manto stradale e sull’uso dello stesso da parte dei cittadini».
A tal fine, l’ipotesi di spesa si aggira fra i 50mila ed i 70mila euro, «ma questo strumento potrà cambiare tutto – prevede Capone - , dai tracciati dei sottoservizi alle buche, dagli interventi di ripristino all'uso dei parcheggi, passando per la pubblicità: tutto ciò che avviene sulle strade si deve programmare, e tale strumento servirà non solo a questa amministrazione, ma anche a chi verrà, rendendo più moderno ed intelligente il governo della città».

