Nell’ambito della rassegna «sTrani incontri» che si sta tenendo in questi giorni in via Mario Pagano, nel fine settimana sono stati presentati quattro libri e c’è stato spazio per una performance teatrale. Sabato, a causa della partita della nazionale di calcio non si è tenuto l’incontro con Claudio Morici, spostato ai prossimi giorni.
Interessante, moderno e «distopico», quale lo hanno definito Claudia Bruno, giornalista, e Vito Santoro, curatore della rassegna, il libro di Claudio Delicato, "La guerra d’indipendenza di Roma Nord", che ai nostri microfoni lo ha così raccontato: «Il romanzo è ambientato in una Roma commissariata per infiltrazioni mafiose e un blogger crea per scherzo il partito indipendentista di Roma nord candidandosi alle elezioni contando di non essere eletto. Dopo decenni però di amministrazioni lassiste, ottiene un risultato inaspettato. Il consenso cresce fino a che non viene eretto un muro che divide Roma nord da Roma sud, scatenando delle guerre internazionali e a quel punto Roma sud diventa una terra abbandonata a se stessa e si organizza per buttare giù il muro, scegliendo come leader un ex galeotto che è diventato famoso dopo aver vinto il reality Tamarreide». Il libro è stato scritto in contemporanea con il fenomeno di Mafia capitale e «usa come pretesto la diatriba tra Roma nord e Roma sud, che è quella tra “tamarri” e “fighetti”» che, come si può constatare, non è tanto lontana dalla realtà di tante altre città, Trani per esempio. Lo scrittore, come ha raccontato a Claudia Bruno durante l’incontro, ha usato questo ambiente come pretesto per parlare anche degli anni di piombo, della strategia della tensione, del fondamentalismo religioso e dei mass media. Il libro è fortemente intessuto di satira politica.
Francesca Tosarelli e Wu Ming 5 (Riccardo Pedrini) hanno invece parlato del libro "Mrs Kalashnikov", la storia delle donne combattenti in tutte le parti del mondo, in particolare nei paesi che Tosarelli, fotogiornalista, ha visitato: Congo, Siria, Libano. «La fotografia non mi bastava più» ha detto, e si è rivolta a Riccardo Pedrini, nel frattempo fuoriuscito dal collettivo Wu Ming.
Domenica sera, spazio a Salvatore Maira, con il suo "Diecimila muli", ovvero quelli che un giovane siciliano commerciante di bovini deve fornire alla Grecia come risarcimento dei danni di guerra (il romanzo è infatti ambientato nel 1949). Dovrà trovare le bestie in tutta l'isola, farle arrivare a Messina, sottoporle all'esame di una commissione e imbarcarle per il Pireo, centocinquanta alla volta, anticipando le spese con denaro che non possiede.
Successivamente, si sono tenuti due omaggi a Pasolini, uno con l’attore Ninni Vernola, che si è esibito in "Sono passato sulla terra come un vento (canto d’amore per Pier Paolo Pasolini)" e l’altro con Renzo Paris, autore di "Pasolini, ragazzo a vita". Dialogando con Santoro, Paris ha parlato dell’autore romagnolo che ha avuto l’onore di conoscere e frequentare. Già autore di saggi su Alberto Moravia e Ignazio Silone, si è approcciato qui nel racconto del grande intellettuale che, «passato sulla terra come un vento», ha lasciato dietro di sé saggi, racconti, poesie, romanzi, film, tutti di altissimo livello. «Un libro di fantasmi»: così lo ha definito Santoro. Non ha voluto parlare della morte e delle teorie complottiste che la accompagnano. «Oggi i ragazzi sono innamorati di lui – ha detto Paris - perché era quello che definiremmo una persona “multimediale” cioè sapeva fare tutto. Ha avuto 50 processi e lo ha sempre dovuto pagare e a processarlo erano certe volte anche i comunisti. Lui parlava del sottoproletariato. Una parte di estremismo di allora potrebbe essere stata istigatrice di una specie di suicidio. Pasolini si considerava un autore “postumo”, che sarebbe stato compreso solo alla morte, ma aveva voglia di vivere».
Federica G. Porcelli









