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«Cinque buoni motivi per sentirci privilegiati». Trani, al Giullare la bella storia di Irene. Oggi e domani, gran finale

«Ma perché un diversamente abile dovrebbe essere uno svantaggiato? Adesso vi illustro almeno cinque buoni motivi per sentirsi, invece, privilegiato: abbiamo sempre un parcheggio riservato; in coda siamo sempre seduti, ammesso e non concesso che ce la facciano fare; agli eventi ed ai musei entriamo gratis; possiamo dare calci e avere sempre un alibi; possiamo fingere spasmi per palpeggiare le ragazze». Così Irene Formento, autrice di "Quattro ruote, un sorriso, una vita", andata in scena nell'ambito dell'ottava edizione del Giullare, il "festival contro tutte le barriere" che si concluderà domani, al centro Jobel, in via Di Vittorio.

Irene è una ragazza, poco più che ventenne, affetta da tetraparesi distonica, un problema che le impedisce di parlare fluentemente e muoversi in scena, ma non di scrivere un testo di una profondità unica, portato in scena con esemplare efficacia da Marta De Lorenzis per la compagnia del Teatro del moscerino, di Penerolo, nell'opera diretta da Samuel Dossi. Quello di Marta, che s'è perfettamente immedesimata nell'autrice del testo, è stato un soliloquio eccezionale, probabilmente irripetibile, utile a rivoltare come un calzino l'immagine che abbiamo della disabilità: non un mostro da cui fuggire, ma una realtà che può essere affrontata con coraggio ed anche ironia.

Lo spettacolo inizia proprio con Irene sul palco, che poi passa il testimone all'attrice. Le due sono vestite allo stesso modo, a simboleggiare la totale immedesimazione l'una nell'altra, e così Irene/Marta raccontano una vita di sofferenze e soddisfazioni, problemi affrontati e superati. La fisioterapia, iniziata a tre mesi e finita a 16 anni, tutte le figure, spesso inutili, che ruotano attorno alla persona di Irene, e la sua voglia di urlare, di non sentirsi diversa rovesciando completamente i punti di vista nel rivolgersi al pubblico: «Io ho la tetraparesi, voi no».

E questa sera, ultimo spettacolo in concorso: la compagnia “Mayor von Frinzius”, di Rosignano Solvey, in provincia di Livorno, ha portato ben 92 attori il suo “Resistenti – vola pirata”, per la regia di Lamberto Giannini. Il testo è un lungo viaggio alla ricerca del significato del termine “resistenza”, che inizia in un manicomio femminile e finisce all’interno della scatola magica del teatro.

A precedere l'opera, un quadrangolare di calcio integrato, con la Nazionale per persone con problemi di salute mentale, l’Unione italiana ciechi di Bari, la squadra del Dipartimento di salute mentale dell’Asl Bt ed una rappresentanza di istituzioni e giornalisti.

E domani sera, gran chiusura con la proclamazione dell'opera vincitrice e l'attribuzione dei riconoscimenti speciali da parte di giuria e pubblico. Fra i tanti ospiti, l'arcivescovo, Mons. Giovan Battista Pichierri, ed il rettore, Don Nicola Maria Napolitano, che saranno premiati per il recente abbattimento delle barriere architettoniche in cattedrale.


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