La vecchia discarica di Trani, sita in contrada Sant'Elena, torna ad essere luogo di sempre più frequenti raccolte di rifiuti a cielo aperto, nei pressi dei confini dell'impianto chiuso sin dai primi anni '90.
Tra questi, nuovamente manufatti in eternit, fra cisterne e pezzi di coperture in onduline, il cui stato appare gravemente compromesso. Pertanto, così come si presenta, tale materiale rilascia in atmosfera fibre di amianto particolarmente pericolose per la salute pubblica.
Per la cronaca, l'ultima rimozione di materiale in amianto, da parte del Comune, avvenne lo scorso mese di marzo dall'area pubblica di via Finanzieri: costò circa 8mila euro, Iva compresa, prelevati da un impegno di spesa complessivo di 45mila euro, determinato lo scorso mese di ottobre a seguito di un esposto all’autorità giudiziaria da parte di condomini di quei luoghi e di una segnalazione del consigliere comunale Anna Maria Barresi.
Oggi, secondo il contratto di servizio vigente fra Comune ed Amiu, lo smaltimento dell'amianto è a cura della stessa azienda, ma l'area della vecchia discarica non sembra coperta dall'ex municipalizzata e, pertanto, potrebbe essere proprio Palazzo di città ad impegnare nuove somme per l'auspicabile, quanto necessario intervento.
A breve distanza, spicca una gran quantità di rifiuti anch'essi speciali, se non pericolosi, tra cui elettrodomestici e, forse, anche altri manufatti in amianto che sembrano essere stati oggetto di un incendio.
Da tempo quella strada è un ricettacolo di discariche a cielo aperto e, probabilmente, proprio la presenza dell'ex discarica comunale alimenta la tendenza degli incivili ad abbandonare rifiuti da quelle parti.
Non distante da lì, la vecchia masseria Sant'Elena grida anch'essa vendetta per lo stato di degrado in cui l'hanno ridotta incursioni vandaliche e l'accostamento, anche in questo caso, di discariche a cielo aperto.
A pochi passi vi è pure il parco rurale di Santa Geffa, così come coltivazioni pregiate di uva ed altri prodotti agricoli.





