Sono passati esattamente due anni da quel 5 agosto 2014 in cui, da piazza Longobardi, furono rimosse le tavole, realizzate dallo scultore Antonio Lomuscio, che riproducono gli Ordinamenta maris della città di Trani. Quell'opera, costata al Comune di Trani 40mila euro, fu realizzata in occasione della riqualificazione dell'ex "piazza del pesce", i cui lavori furono conclusi ed inaugurati sotto l'egida dell'amministrazione del sindaco Pinuccio Tarantini, il 7 dicembre 2011. L'obiettivo sarebbe stato quello di rilanciare piazza Longobardi come luogo di aggregazione, condivisione e promozione di eventi e cultura, ma il progetto avrebbe fatto fatica a decollare.
Infatti, la piazza si sarebbe trovata, al contrario, in una situazione di progressivo isolamento a causa della chiusura del Fondaco dei Longobardi, che l'avrebbe invece collegata al porto, ma anche di una viabilità diversa e più penalizzante rispetto al passato, che ha finito per scontentare un po' tutti, comprese le attività del luogo: la tendenza, in questi cinque anni, è stata più chiudere che aprire. Oggi ve ne sono alcune che difendono strenuamente la loro presenza in quel sito e promuovono, per quello che possono, iniziative di carattere culturale come, per esempio, la Biblioteca di Babele. Per un certo periodo di tempo, inoltre, un'associazione di residenti della zona, divenuta poi a tutti gli effetti comitato di quartiere, denominato L'ancora, ha ripetutamente sollecitato il Comune di Trani ad interventi utili ad una valorizzazione del luogo.
Tuttavia, la piazza è rimasta nello stato di partenza, con la differenza che le tavole, adesso, neanche ci sono più. Le stesse, già seriamente deteriorate durante i tre anni di permanenza in piazza, a causa di piccoli e ripetuti atti vandalici, nonché danneggiamenti dovuti alle pallonate delle partite a calcio tra ragazzini, una volta rimosse sono state trasferite al plesso centrale del secondo circolo didattico Petronelli, nella cui sede si sarebbero dovute restaurare e valorizzare a beneficio, soprattutto, dei bambini. In realtà, nulla di tutto questo è accaduto: le tavole hanno semplicemente cambiato posto trovando almeno una copertura, ma sono sempre compromesse e sono finite, soprattutto, nell'oblio.
E pensare che, nel 2013, Trani avrebbe formalmente festeggiato i 950 anni dalla promulgazione degli Statuti marittimi ma, fra le tante iniziative dell'epoca, nulla avrebbe riguardato quelle tavole che, a questo punto, rappresentano viepiù uno spreco di denaro pubblico. Come pure una forma non di massimo rispetto nei confronti di un artista che, pure, vanta un palmares assolutamente prestigioso, ultimamente coronato dalla realizzazione di una pregevolissima scultura in bronzo collocata nei Giardini vaticani, alla presenza contestuale di Papa Francesco e dell'Emerito, Benedetto XVI.

