Si è praticamente dimezzato il pool dei magistrati che sta indagando sul disastro ferroviario di un mese fa tra Andria e Corato. Dopo le dimissioni rassegnate, per motivi personali, dai sostituti procuratori della Repubblica di Trani, Luigi Scimè e Antonio Savasta, ha lasciato l'organismo degli inquirenti anche il pubblico ministero Simona Merra.
Motivi di opportunità, evidentemente, dopo la pubblicazione, da parte di alcuni organi di informazione, di una foto che la ritrae, durante una festa privata, in atteggiamenti di evidente confidenza con un avvocato che difende uno dei capistazione indagati nell'inchiesta apertasi all'indomani del disastro.
Ad illustrare maggiormente il tutto, una nota del procuratore Francesco Giannella, utile soprattutto a confermare la ferma volontà dell'ufficio di proseguire nelle indagini con la stessa determinazione del primo giorno, e «rassicurare quanti soffrono le conseguenze della terribile vicenda – scrive Giannella - che le indagini sono state fin qui condotte e continueranno ad essere condotte nella più rigorosa imparzialità e trasparenza. A tal fine – precisa -, nella consapevolezza della complessità tecnica delle verifiche, ma anche della delicatezza dell’inchiesta riguardante tragedie umane immani e irrimediabili, sono state assunte nell’immediatezza regole organizzative per le quali ogni iniziativa investigativa, atto e provvedimento del procedimento è stato adottato e sarà adottato collegialmente dai magistrati contitolari dell’indagine,, coordinati in prima persona dal Procuratore stesso, cui riferiscono costantemente l’evoluzione delle indagini ed iniziative».
Allo stato, dunque, il pool dovrebbe essere formato dai magistrati Michele Ruggero, Marcello Catalano e Alessandro Donato Pesce, sotto la supervisione dello stesso Giannella.

