Il circolo “Cad” (Centro di ascolto del disagio sociale) di Trani, forte dei successi ottenuti nelle sue attività intese ad alleviare i disagi delle persone cui sono stati rivolti i servizi e le soluzioni delle problematiche sottoposte ai propri collaboratori ed componenti, si è riorganizzato facendo tesoro delle esperienze maturate sul territorio soprattutto in questo momento particolare che la nostra collettività sta vivendo. In occasione della riunione tenutasi nei giorni scorsi l’assemblea degli aderenti al circolo di Trani ha provveduto alla elezione del nuovo direttivo.
Il delegato regionale del Cad Giuseppe Farano, nel ringraziare il presidente uscente Luigi Cirillo per le attività svolte nell’ultimo biennio e per aver dato la disponibilità a conservare la carica di presidente provinciale Bat, si congratula per le qualità professionali ed umane dei componenti del nuovo direttivo che risulta così costituito: presidente Luciana Capone; Giovanni Loconte vicepresidente; Gabriele Dell’Oglio coordinatore dei dipartimenti tecnici; Elvira Mastromauro segretaria organizzativa; Carmen Pignataro vicesegretaria organizzativa; Nicola Stella addetto agli sportelli telematici Cad; Angelica D’Ambrosio, tesoriere; Luigi Mastromauro portavoce; Francesco Casalaspro responsabile dipartimento ambiente.
Il presidente del Cad provinciale Luigi Cirillo, nel ringraziare tutti gli aderenti per la collaborazione profusa in questo biennio che ha consentito una crescita esponenziale della associazione anche a livello provinciale e regionale, ha rappresentato sinteticamente gli scopi e le attività del Cad che si sostanziano essenzialmente nel «tutelare, assistere e difendere tutti coloro che sono calpestati nei loro primari diritti civili di uguaglianza, i quali subiscono immediatamente il primo devastante disagio di tali situazioni: la solitudine e l’isolamento!». Intendimento primario è quello di favorire la ripresa sociale ridando ai cittadini la voglia e l’opportunità di continuare ad investire per la crescita della nostra comunità soprattutto per salvaguardare le importantissime categorie di destinatari, cosiddette deboli, quali anziani, donne e soprattutto bambini e giovanissimi che vivono in una condizione di disagio.
Il tutto promuovendo “business” sociale, cercando sponsor e possibilità di far finanziare una serie di attività ludiche, formative, culturali, sportive ed agonistiche, ecc... puntando alla realizzazione di una rete di professionalità e di rapporti umani migliori e basati sul rispetto delle regole e sull’aiuto di valore degli altri, a partire dai reali bisogni di chi è in difficoltà, per creare sviluppo sociale.
