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Stazione di Trani, il pericolo nella terra di nessuno: bimbi giocano ad un passo dai binari

Soltanto negli ultimi otto mesi si sono registrati tre incidenti mortali nell'area della stazione di Trani.

A lasciare maggiormente il segno nella comunità, soprattutto perché frutto di una tragica fatalità, è stato quello del 20 dicembre scorso, costato la vita ad un quindicenne di Trani, Nicholas de Santis.

Nello scalo ferroviario hanno perso la vita anche due donne, entrambe di Corato, con una serie di problemi personali e familiari alle spalle.

Oggi, più che mai l'intera aria che va, in particolare, dalla stazione e relative banchine fino al passaggio a livello, è una terra di nessuno fortemente a rischio. E lo sono soprattutto i bambini di alcune famiglie di cittadini senza fissa dimora, che lasciano i loro piccoli a scorrazzare in lungo e in largo nell'ex area merci.

Quel luogo, ormai è divenuto la casa di molte famiglie che non hanno un tetto, in particolare nuclei rom i cui bambini è molto facile che restino da soli a giocare, avvicinandosi pericolosamente ai binari.

Il problema, peraltro, è tutt'altro che occasionale. Infatti, si ha la fondata sensazione che quell'immobile sia diventato la nuova casa dei rom dopo gli incendi del non distante rudere di via Verdi, nel quale prima dimoravano.

Anche il rafforzamento delle presenze in piazza XX Settembre sembra confermare tale ipotesi, e questo fa aumentare i pericoli cui uomini, donne e bambini si espongono, attraversando quotidianamente, e più volte, la strada ferrata in luoghi non autorizzati.

E mentre molti mugugnano sui social network, lamentando il fatto che non si faccia nulla «mandare via questa gente», manifestando così un disagio soprattutto nel segno dell' intolleranza, pochi si chiedono cosa realmente si faccia per garantire la sicurezza di quei luoghi.

Ebbene, l'assessore ai lavori pubblici, Giovanni Capone, fa sapere che tra Comune di Trani e Ferrovie dello Stato già da tempo hanno avviato un dialogo per la riconversione dell'ex area merci della stazione ferroviaria, da innestare però in un progetto più complesso che preveda la realizzazione del tanto agognato sottopasso ferroviario in luogo del passaggio a livello di via De Robertis, come pure il prolungamento dell'attuale sottopassaggio ferroviario della stazione fino in via del Ponte romano.

Il sottopasso è atteso da vent'anni, e per lo spostamento dei sottoservizi il Comune, sotto l'egida del sindaco Luigi Riserbato, ha acceso un mutuo di un milione e mezzo di euro, senza che i lavori siano ancora partiti.

Ma anche il prolungamento del sottopassaggio della stazione pareva sul punto di partire, tanto che l'opera, fino ad alcuni anni fa, era finanziata con un milione.

Tuttavia, l'amministrazione comunale del sindaco Pinuccio Tarantini decise di dirottare quella somma per il cofinanziamento delle spese di realizzazione dell'allargamento e messa in sicurezza della Trani-Andria e, da allora, il sottopasso della stazione non ha più avuto alcuna copertura economica.

Fra due potenziali opere pubbliche la scia di terreno ferroviaria che dovrebbe collegarle, ormai completamente inattiva, resta più che mai la terra di nessuno. Ma anche quella dei pericoli, e questi non solo potenziali.


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